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Riciclare la plastica consumando l’80% di energia in meno: la svolta del MIT

Fino ad oggi, i processi di riciclo chimico della plastica sono stati limitati da un grande ostacolo: l’enorme quantità di energia necessaria per rompere e ricostruire i polimeri. Questo fattore rende la plastica riciclata poco competitiva dal punto di vista economico rispetto a quella vergine derivata dal petrolio.

Una risposta concreta e rivoluzionaria arriva direttamente dagli Stati Uniti. Come riportato in un recente approfondimento della testata ufficiale della MIT Alumni Association (Slice of MIT, a firma di Adam Conner-Simons), la startup MacroCycle Technologies ha sviluppato un metodo innovativo che taglia i consumi energetici del comparto dell’80%.

Cos’è MacroCycle Technologies e come funziona il nuovo riciclo della plastica

Nata all’interno del prestigioso corso Climate and Energy Ventures del MIT, l’azienda è stata fondata da Stwart Peña Feliz (ex manager del colosso ExxonMobil) e dal chimico Jan-Georg Rosenboom. I due ricercatori e imprenditori hanno trovato una “scorciatoia chimica” per trattare i rifiuti in plastica e poliestere.

A differenza del riciclo chimico tradizionale, che distrugge completamente i polimeri per isolare i monomeri di partenza, la tecnologia brevettata da MacroCycle sintetizza delle macromolecole cicliche (macrocicli).

Questo processo innovativo permette di ottenere tre grandi vantaggi:

  • Ridurre l’energia dell’80%: meno calore richiesto significa un crollo verticale delle emissioni di CO2 e dei costi in bolletta per gli impianti.
  • Ottenere plastica di grado vergine: il PET riciclato ottenuto (sotto forma di pellet) ha le stesse identiche proprietà chimiche, estetiche e di purezza della plastica nuova.
  • Massima sostenibilità economica: abbattendo i costi di produzione, il materiale riciclato diventa finalmente competitivo sul mercato.

Dai laboratori del MIT al mercato: investimenti e futuro del PET riciclato

L’efficacia del progetto ha subito attirato l’attenzione dei grandi fondi di investimento dedicati alla transizione energetica. MacroCycle ha inizialmente ottenuto un grant da 500 mila dollari da Breakthrough Energy, il fondo d’investimento sul clima guidato da Bill Gates, seguito dal completamento di un importante round di finanziamento Seed da 6,5 milioni di dollari.

Questi capitali hanno permesso l’apertura di un primo impianto pilota da 50 litri presso The Engine, l’incubatore del MIT focalizzato sulla “tough tech” (le tecnologie hardware complesse). Da questo stabilimento escono già le materie prime destinate alla produzione di nuove bottiglie ed eco-tessuti ad alta resistenza per l’abbigliamento.

Focus economia circolare: fino ad oggi la plastica riciclata meccanicamente perdeva qualità ad ogni ciclo di lavorazione (downcycling), mentre quella riciclata chimicamente era troppo costosa. La tecnologia del MIT supera questo dualismo unendo la massima qualità della plastica (pari al nuovo) alla sostenibilità economica del processo.

Obiettivo a lungo termine: uno standard globale per la sostenibilità

Il CEO Stwart Peña Feliz ha delineato una roadmap chiara per i prossimi 10 anni: l’obiettivo è posizionare MacroCycle come il partner numero uno a livello mondiale per la fornitura di plastiche rigenerate.

Il modello di business non si limiterà alla vendita diretta del PET, ma prevede la concessione di licenze d’uso della tecnologia a livello internazionale. L’obiettivo finale è trasformare questa scoperta scientifica nello standard costruttivo predefinito per tutti i futuri impianti di riciclo ecologico nel mondo.