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Raccolta e riciclo imballaggi in plastica: il bilancio Corepla tra mercati e PPWR

Il sistema italiano del riciclo degli imballaggi in plastica si trova a un giro di boa storico. Se da un lato i dati operativi consolidati a fine 2025 e le proiezioni per il 2026 confermano l’Italia ai vertici europei per capacità di intercettazione e avvio a recupero dei rifiuti plastici urbani, dall’altro l’intero comparto industriale si ritrova a navigare in acque agitate. La forte volatilità dei mercati delle materie prime seconde (MPS), il crollo dei valori dei corrispettivi d’asta e la pressione normativa derivante dal nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi e i Rifiuti da Imballaggio (PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation) stanno imponendo a Corepla una profonda revisione strategica ed economica.

I numeri del consolidato 2025: operatività al top, ma i ricavi soffrono

La Relazione sulla gestione 2025 fotografa un Consorzio solido dal punto di vista operativo, capace di gestire capillarmente la raccolta differenziata su tutto il territorio nazionale grazie a un’estesa rete di accordi con le amministrazioni locali e i centri di selezione (CSS).

I flussi fisici

Nel corso del 2025, la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica gestita da Corepla ha continuato la sua traiettoria di crescita, trainata in particolare dalle raccolte selettive (come il circuito delle bottiglie in PET per bevande ai fini dei target della Direttiva SUP) e dal consolidamento delle raccolte tradizionali. Il materiale intercettato nei flussi domestici e commerciali ha superato i massimi storici, garantendo elevati tassi di deviazione dalla discarica.

La forbice economica

A fronte di volumi record, il bilancio economico risente però di una congiuntura macroeconomica sfavorevole. Il mercato della plastica vergine fossile ha mantenuto prezzi competitivi per tutto il 2025, deprimendo di riflesso la domanda e le quotazioni dei polimeri rigenerati (R-PET, R-HDPE, R-PP). Di conseguenza:

  • Ricavi da aste e vendite in calo: le aste Corepla per l’assegnazione dei materiali selezionati ai riciclatori hanno registrato valori unitari nettamente inferiori rispetto al biennio precedente.
  • Costi di gestione stabili o in crescita: i costi logistici di trasporto, i corrispettivi dovuti ai Comuni (Accordo Quadro Anci-Conai) e i costi di lavorazione presso i Centri di Selezione hanno continuato a pesare sulla struttura finanziaria.

Il Rendiconto Finanziario al 31/12/2025 mostra chiaramente questa tensione, evidenziando un decremento significativo delle disponibilità liquide finali rispetto all’esercizio precedente, scese a 12.467.800 euro rispetto ai 37.231.577 euro del 2024. Questo andamento testimonia l’importante sforzo economico sostenuto dal Consorzio per assorbire i maggiori costi operativi e garantire il ritiro dei materiali anche in presenza di un mercato di sbocco fortemente saturo.

Il Budget 2026: efficientamento operativo e incremento della raccolta

Il Bilancio Preventivo Annuale 2026 risponde a questa crisi dei margini puntando su una crescita controllata dei volumi e su un rigoroso monitoraggio dei costi diretti di riciclo e recupero.

Target di raccolta differenziata per il 2026

Il budget per il nuovo anno stima un incremento complessivo della raccolta del 3,5%, con gli imballaggi netti che passeranno da 1.424.717 tonnellate del consuntivo 2025 a 1.474.176 tonnellate programmate. Il totale complessivo movimentato (comprensivo di frazione estranea e neutra) salirà così a 1.644.000 tonnellate (+3,5% rispetto a 1.588.842 tonnellate del 2025).

La struttura dei costi preventivati

Il costo industriale per garantire la chiusura del cerchio si preannuncia imponente. Il preventivo 2026 stima un incremento dell’11% dei costi diretti complessivi di riciclo e recupero, causato principalmente dall’aumento dei volumi gestiti e dall’adeguamento delle tariffe logistiche.

Nello specifico delle filiere di destinazione:

  • Riciclo Meccanico e SRA (Sustained Recycling Action): registra una previsione di spesa fortemente crescente (+58% di delta sul budget), segno di un investimento massiccio per incrementare la qualità dei flussi polimerici nobili inviati a riciclo meccanico.
  • Riciclo Commercio e Industria (C&I): prevede un incremento dei costi del 36%, mirato a intercettare quote maggiori di imballaggi industriali secondari e terziari (film industriali, pallet in plastica, cassette).
  • Smaltimento e Recupero Energetico: nonostante l’obiettivo prioritario sia il riciclo, la gestione del Plasmix (la frazione di imballaggi eterogenei non riciclabili meccanicamente) comporterà una spesa significativa, sebbene ottimizzata del 24% in termini di efficienza dei flussi di smaltimento/recupero energetico rispetto ai picchi di costo precedenti.

Per contro bilanciare questi incrementi, Corepla prevede una forte compressione dei costi di funzionamento interni, delle svalutazioni e degli ammortamenti (-60%) e una riduzione dei costi legati al funzionamento Conai (-31%).

Strategia di lungo termine: il Programma di Prevenzione 2026-2030

Se il bilancio risolve le emergenze del breve periodo, il vero spartiacque per il futuro industriale di Corepla è rappresentato dal Programma Specifico di Prevenzione 2026-2030. Questo documento delinea la traiettoria quinquennale per allineare l’Italia agli sfidanti obiettivi comunitari del PPWR.

La leva del Contributo Ambientale Diversificato (CAC)

La prevenzione non è più intesa solo come riduzione fisica del peso dell’imballaggio, ma come “progettazione orientata al riciclo” (Design for Recycling). Corepla utilizzerà in modo sempre più aggressivo ed evoluto la leva del Contributo Ambientale Conai (CAC) diversificato. Gli imballaggi immessi al consumo saranno tassati in modo proporzionale alla loro effettiva riciclabilità su scala industriale:

  1. Premiati: gli imballaggi monomaterici, trasparenti e facilmente selezionabili (es. bottiglie in PET clear, flaconi in HDPE).
  2. Penalizzati: le strutture multistrato complesse, i materiali colorati con pigmenti coprenti che disturbano i lettori ottici e gli accoppiati plastica-altri materiali difficilmente separabili.

L’obiettivo è spingere l’eco-design direttamente a monte, nelle stanze di progettazione dei grandi brand industriali.

Sviluppo tecnologico e mercati di sbocco

Il piano 2026-2030 individua tre direttrici fondamentali per aumentare il valore della plastica riciclata:

  • Potenziamento della selezione: upgrade tecnologico dei CSS con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale applicata alla lettura ottica per separare le plastiche non solo per polimero, ma anche per applicazione (es. food vs non-food).
  • Riciclo chimico: integrazione del riciclo meccanico con i processi di depolimerizzazione e pirolisi, indispensabili per trattare le frazioni miste (Plasmix) e trasformarle in feedstock chimico vergine per nuovi imballaggi a contatto alimentare.
  • Utilizzo in acciaieria: consolidamento dell’uso dei tecnopolimeri da riciclo (SRA) come agenti riducenti nei processi siderurgici in sostituzione del carbon fossile, un’applicazione industriale che offre uno sbocco stabile a materiali altrimenti destinati al termovalorizzatore.

Educazione e scuola: i canali di comunicazione futuri

La chiusura del documento programmatico, firmata dal presidente del consiglio d’amministrazione Giovanni Cassuti il 19 maggio 2026, ribadisce che nessuna rivoluzione industriale è possibile senza il coinvolgimento del cittadino. Le linee di sviluppo comunicative del quinquennio punteranno sulla digitalizzazione e sul target dei giovanissimi (progetti mirati su TikTok e Instagram) senza abbandonare i canali tradizionali (Linkedin per il B2B) e i collaudati progetti ludico-didattici fisici (come Casa Corepla e lo spettacolo teatrale Magicamente Plastica).

Corepla si presenta alla seconda metà del decennio con una struttura operativa matura, ma stretta nella morsa tra obblighi normativi crescenti e mercati economici asfittici. Se i dati volumetrici del 2025 e le stime del 2026 confermano l’efficacia del modello di raccolta italiano, la vera sfida dei prossimi cinque anni si giocherà sulla qualità del riciclato e sulla capacità di innovazione tecnologica. Solo trasformando il rifiuto plastico in una risorsa industriale standardizzata, economica e ad altissime prestazioni, il Consorzio potrà garantire la sostenibilità finanziaria del sistema e traguardare con successo i severi vincoli imposti dall’Europa.

Riferimenti Documentali

  • Corepla – Stato Patrimoniale e Rendiconto Finanziario al 31/12/2025
  • Corepla – Relazione sulla gestione dell’Esercizio 2025
  • Corepla – Bilancio Preventivo Annuale 2026
  • Corepla – Programma Specifico di Prevenzione 2026-2030 (Approvato il 19 Maggio 2026)