L’economia circolare deve diventare uno dei pilastri della politica industriale italiana ed europea. È il messaggio lanciato oggi durante l’evento Italian Waste Economy del Sole 24 Ore, dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che collega lo sviluppo del riciclo e del riuso non solo agli obiettivi ambientali, ma anche alla competitività del sistema produttivo e all’autonomia strategica dell’Unione Europea.
Secondo il ministro, per l’Italia l’economia circolare rappresenta uno strumento per rafforzare il tessuto industriale, ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime e contribuire alla sicurezza economica del continente.
Urso ha ricordato come il nostro Paese sia già ai vertici europei nell’utilizzo circolare della materia, con un tasso del 21,6%, superiore a quello registrato da Francia, Germania e Spagna. Un risultato che, a suo giudizio, deve ora essere consolidato attraverso nuovi investimenti, innovazione tecnologica e un quadro normativo più semplice e favorevole alle imprese.
Il ministro ha quindi rivolto un appello alle istituzioni europee affinché adottino una strategia più incisiva per trattenere all’interno dell’Unione le materie prime seconde, considerate fondamentali per la competitività dell’industria manifatturiera. In quest’ottica ha chiesto di fermare l’esportazione dei rifiuti industriali strategici, citando in particolare i rottami ferrosi, ritenuti una risorsa essenziale per numerose filiere produttive.
Per Urso, sostenibilità e competitività non sono obiettivi alternativi, ma devono procedere di pari passo. Solo attraverso una politica industriale orientata alla valorizzazione delle materie prime seconde, ha concluso il ministro, l’economia circolare potrà tradursi in crescita economica, sicurezza degli approvvigionamenti e rafforzamento della sovranità industriale europea.

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