La parola chiave è semplificazione. Ma dietro il piano industriale con cui il Gruppo Volkswagen punta a diventare entro il 2030 «l’azienda automobilistica più attrattiva al mondo» si nasconde una trasformazione destinata a coinvolgere tutta la catena di fornitura, a partire dall’industria delle materie plastiche.
Non è soltanto un programma di efficientamento. È una ridefinizione del modo in cui verranno progettate, sviluppate e costruite le automobili nei prossimi anni. Meno modelli, meno varianti, piattaforme comuni, tecnologie condivise e una drastica riduzione della complessità rappresentano infatti una svolta che finirà per influenzare materiali, componenti e processi produttivi.
Il Gruppo tedesco prevede di ridurre fino al 50% le varianti della propria gamma e fino al 75% la complessità dell’offerta. Una scelta che va oltre la razionalizzazione del catalogo: significa ripensare l’intera architettura industriale per abbattere costi, accelerare lo sviluppo dei nuovi modelli e aumentare la competitività in un mercato sempre più affollato.
Per i fornitori di materie plastiche il messaggio è chiaro. L’epoca delle infinite personalizzazioni lascia progressivamente spazio a componenti progettati per essere utilizzati trasversalmente su più piattaforme e più marchi del Gruppo. La standardizzazione diventa quindi un vantaggio competitivo, perché consente di aumentare i volumi produttivi, semplificare la logistica e ridurre il numero di materiali da qualificare.
La conseguenza sarà una domanda sempre più orientata verso polimeri e compound capaci di soddisfare contemporaneamente requisiti tecnici, economici e normativi. Meno formulazioni dedicate, quindi, ma materiali più versatili e con un raggio di applicazione molto più ampio.
Accanto alla semplificazione, Volkswagen individua un’altra priorità: concentrare gli investimenti sulle tecnologie ritenute realmente strategiche. L’armonizzazione delle piattaforme, delle architetture elettroniche e dei sistemi software non riguarda soltanto l’elettronica di bordo, ma anche tutti quei materiali che contribuiscono alle prestazioni del veicolo.
Per questo motivo il ruolo delle materie plastiche è destinato a rafforzarsi ulteriormente. Tecnopolimeri, compositi alleggeriti, materiali per la gestione termica delle batterie, polimeri per l’elettronica di potenza e componenti ad alte prestazioni saranno sempre più centrali nello sviluppo delle nuove generazioni di veicoli.
Il piano rappresenta anche una conferma della direzione intrapresa sull’elettrificazione. Nonostante il rallentamento registrato in alcuni mercati europei, Volkswagen ribadisce la centralità dell’auto elettrica nella propria strategia e sottolinea di aver raggiunto, in Europa, una quota di mercato superiore nei veicoli elettrici rispetto a quelli con motore endotermico. Un’indicazione che offre continuità agli investimenti lungo tutta la filiera dei materiali destinati alle batterie, ai sistemi di isolamento elettrico e alla componentistica elettronica.
Ma c’è un altro passaggio che merita attenzione. Nel documento si parla apertamente di riduzione dei costi, incremento dell’efficienza produttiva, digitalizzazione e impiego dell’intelligenza artificiale per rendere più rapidi sviluppo e produzione. Tradotto per la supply chain significa una pressione crescente sui fornitori, chiamati non solo a innovare i materiali, ma anche a garantire processi più efficienti, qualità costante, tracciabilità e tempi di sviluppo sempre più ridotti.
L’obiettivo produttivo di circa nove milioni di veicoli all’anno, inferiore alla capacità installata prima della pandemia, racconta infine un’industria che non punta più alla crescita dei volumi a tutti i costi, ma alla redditività. In questo scenario sopravvivranno soprattutto le aziende capaci di coniugare innovazione, competitività economica e capacità di operare su scala globale.
Per l’industria delle materie plastiche il messaggio che arriva da Wolfsburg è quindi inequivocabile. Il futuro dell’automotive non sarà caratterizzato da una maggiore varietà di materiali, bensì dalla capacità di sviluppare soluzioni altamente performanti, standardizzabili e perfettamente integrate nelle piattaforme globali. È qui che si giocherà una parte importante della competitività della filiera nei prossimi anni.
a cura di Paolo Spinelli

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