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Trenitalia riduce le emissioni di CO2 grazie alle bottiglie di R-PET sui treni

Durante il convegno “LCA e impronta ambientale come supporto all’eco-design e al decision-making aziendale”, organizzato dall’Istituto di Management e dal Centro di ricerca interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima della Scuola Superiore Sant’Anna e svoltosi a Pisa lo scorso 14 febbraio, si è discusso di un caso studio che evidenzia significativi progressi verso la sostenibilità nel settore dei trasporti.

Lo studio, svolto in collaborazione tra la Scuola Superiore Sant’Anna e Trenitalia, ha messo in evidenza un risparmio stimato di circa 460 tonnellate di CO2 grazie all’introduzione di bottiglie di R-PET sui treni, sostituendo i precedenti brick. Questa iniziativa fa parte degli sforzi della società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS per ridurre l’impatto ambientale delle proprie operazioni.

Le 460 tonnellate di CO2 risparmiate equivalgono alle emissioni assorbite nell’arco di un anno da oltre 60.000 alberi o al risparmio idrico di circa 111.000 m3, il che rappresenterebbe il volume d’acqua necessario per riempire 44 piscine olimpioniche.

Alessandro Zoratti, direttore strategie e sostenibilità di Trenitalia, ha sottolineato l’importanza della sostenibilità come sfida globale. Ha dichiarato: “Il cammino della sostenibilità dobbiamo e vogliamo farlo insieme, facendo nostra la cultura della sostenibilità, affinché diventi parte del nostro quotidiano, riguardi i nostri modelli di consumo e i nostri stili di vita”.

Zoratti ha inoltre evidenziato il progresso significativo di Trenitalia nel campo della sostenibilità, con l’azienda che si è collocata nel 2023 nel 3% delle aziende TOP del trasporto ferroviario, confermando la medaglia Silver del rating Ecovadis, già ottenuta nel 2022, con un punteggio passato da 59 a 68 su 100.