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PPWR, Ronchi: «Non minare un modello che ha fatto scuola in Europa»

Il sistema italiano di responsabilità estesa del produttore per gli imballaggi rappresenta una delle esperienze più efficaci a livello europeo e non dovrebbe essere indebolito nell’attuazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR). È questo il messaggio lanciato da Edo Ronchi in un intervento pubblicato il 25 giugno sull’Huffington Post.

Secondo Ronchi, il modello basato su Conai e sui Consorzi di filiera ha consentito all’Italia di raggiungere e superare con largo anticipo gli obiettivi europei di riciclo degli imballaggi, contribuendo allo sviluppo delle raccolte differenziate, alla riduzione del ricorso alla discarica e alla crescita di importanti filiere industriali del riciclo.

La preoccupazione riguarda l’interpretazione che alcuni soggetti stanno dando al nuovo regolamento europeo. In particolare, vi sarebbe la tesi secondo cui i produttori di materiali e semilavorati per imballaggi, non essendo espressamente indicati tra i soggetti obbligati dalla normativa europea, non potrebbero più essere inclusi nei sistemi nazionali di responsabilità estesa del produttore.

Per Ronchi questa lettura non trova riscontro nel testo del regolamento. L’impianto normativo europeo, infatti, riconosce l’esistenza di modelli differenti tra i vari Paesi e lascia spazio agli Stati membri per mantenere sistemi più ampi, come quello italiano, che coinvolgono l’intera filiera degli imballaggi.

Un eventuale ridimensionamento del ruolo dei produttori di materiali all’interno del sistema Conai avrebbe conseguenze significative. Attualmente tali soggetti partecipano sia dal punto di vista finanziario sia da quello organizzativo, contribuendo alla raccolta del contributo ambientale e sostenendo il funzionamento delle filiere del riciclo. La loro esclusione o marginalizzazione potrebbe portare a un progressivo disimpegno, mettendo a rischio uno degli elementi che hanno favorito la crescita dell’utilizzo di materie prime seconde nei settori della carta, del vetro, del legno e dei metalli.

Il dibattito assume particolare rilevanza in una fase in cui l’Europa punta a rafforzare l’economia circolare e ad aumentare l’impiego di materiali riciclati. Per l’ex ministro dell’Ambiente, il sistema Conai rappresenta un patrimonio industriale e ambientale che deve essere ulteriormente migliorato, ma non stravolto. La responsabilità condivisa lungo tutta la filiera resta infatti uno dei pilastri che hanno consentito all’Italia di diventare un riferimento europeo nella gestione e nel riciclo degli imballaggi.