Attualità

PFAS: Europa e Stati Uniti seguono strade opposte

L’approccio alla gestione dei PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche), i cosiddetti forever chemicals, sta prendendo direzioni profondamente diverse sulle due sponde dell’Atlantico. Da un lato l’Unione Europea punta a limitarne progressivamente l’impiego attraverso una normativa che potrebbe interessare l’intera famiglia dei PFAS; dall’altro gli Stati Uniti privilegiano lo sviluppo di tecnologie per la rimozione e la distruzione di queste sostanze, concentrando gli sforzi soprattutto sulla qualità dell’acqua potabile.

È questo il quadro delineato dal nuovo studio “PFAS Regulations, Alternatives, Removal, and Destruction 2027-2037: Technologies, Players, Market Outlook” pubblicato dalla società di analisi IDTechEx.

PFAS sotto pressione normativa

Utilizzati dagli anni Cinquanta in migliaia di applicazioni industriali grazie alla loro eccezionale stabilità chimica e alla capacità di respingere acqua e oli, i PFAS sono oggi al centro dell’attenzione delle autorità regolatorie per la loro elevata persistenza ambientale e bioaccumulabilità. Alcune molecole, come PFOA e PFOS, sono state associate a effetti negativi sulla salute, alimentando una crescente pressione normativa a livello globale.

Secondo IDTechEx, il diverso orientamento legislativo di Europa e Stati Uniti sta già influenzando gli investimenti e le strategie industriali.

L’Europa accelera verso le alternative ai PFAS

L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sta lavorando alla proposta di restrizione dell’intera famiglia dei PFAS, presentata nel 2023 e attualmente in fase di valutazione.

L’iniziativa ha suscitato un intenso dibattito tra i settori industriali interessati. Diverse associazioni ritengono infatti che un divieto generalizzato possa compromettere la competitività europea in comparti strategici come la produzione di semiconduttori, l’elettronica e le infrastrutture per i data center.

I comitati scientifici dell’ECHA hanno riconosciuto la necessità di prevedere deroghe nei casi in cui non siano ancora disponibili alternative tecnicamente valide. Tuttavia, secondo IDTechEx, appare sempre meno probabile che alcune categorie di PFAS, inclusi i fluoropolimeri, possano ottenere esenzioni permanenti.

Questo scenario apre importanti opportunità per lo sviluppo di materiali alternativi destinati a numerosi settori industriali, tra cui membrane per l’economia dell’idrogeno, batterie, elettronica e semiconduttori.

Negli USA cresce il mercato delle tecnologie di trattamento

Negli Stati Uniti la strategia è differente. Più che limitare l’utilizzo dei PFAS, l’attenzione è rivolta alla riduzione della loro presenza nell’acqua potabile.

L’amministrazione Biden aveva fissato limiti molto severi per sei molecole PFAS, con entrata in vigore prevista dal 2029. L’attuale amministrazione sta valutando modifiche che potrebbero ridurre il numero delle sostanze interessate e posticipare l’applicazione delle norme al 2031, senza però cambiare l’impostazione generale: investire nella rimozione e nella distruzione dei contaminanti.

IDTechEx prevede che la spesa annuale destinata alle tecnologie di trattamento dei PFAS nelle acque potabili raggiungerà 3,45 miliardi di dollari entro il 2037, con un tasso medio annuo di crescita (CAGR) del 13%.

Tecnologie consolidate ed emergenti

Il mercato comprende sia tecnologie già mature sia soluzioni innovative.

Tra le tecnologie consolidate figurano:

  • carbone attivo granulare (GAC);
  • resine a scambio ionico (IX).

Entrambe risultano efficaci nella rimozione dei PFAS, ma presentano alcune criticità, come la produzione di rifiuti contaminati che richiedono successivo trattamento o smaltimento e una sensibilità alla presenza di altri contaminanti.

Tra le tecnologie emergenti sta invece acquisendo rilevanza la foam fractionation, che ha dimostrato buoni risultati anche nel trattamento di acque reflue grezze.

Sul fronte della distruzione definitiva dei PFAS, lo studio confronta le tecniche tradizionali, come incenerimento e discarica, con processi innovativi quali:

  • ossidazione in acqua supercritica (SCWO);
  • trattamento alcalino idrotermale (HALT).

Un mercato destinato a crescere

Secondo IDTechEx, le differenti strategie adottate nelle varie aree del mondo stanno creando due mercati paralleli. In Europa la domanda sarà trainata soprattutto dallo sviluppo di materiali e tecnologie PFAS-free, mentre negli Stati Uniti la crescita riguarderà prevalentemente le soluzioni per il trattamento e la distruzione dei contaminanti.

In entrambi i casi, la crescente attenzione normativa verso la qualità delle acque e la riduzione dell’impatto ambientale dei PFAS continuerà a sostenere investimenti e innovazione lungo tutta la filiera nei prossimi anni.