La Regione Sardegna lancia un appello al Ministero dell’Ambiente per evitare il blocco della raccolta differenziata della plastica. L’assessora Rosanna Laconi ha chiesto un intervento immediato del Governo dopo la sospensione temporanea dei conferimenti annunciata da un importante operatore del settore, a causa delle difficoltà che stanno colpendo l’intera filiera nazionale del riciclo.
La raccolta della plastica in Sardegna è a rischio. L’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per sollecitare un’azione urgente volta a garantire la continuità della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nell’Isola. La richiesta arriva dopo la decisione di SO.MA. Ricicla Srl, azienda operativa nel Sud Sardegna, di sospendere dal 27 luglio la ricezione degli imballaggi in plastica del circuito Corepla.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, il problema deriva dal rallentamento dei ritiri del materiale già pressato e stoccato, in attesa di essere trasferito agli impianti di recupero e riciclo individuati dal Consorzio nazionale. Una situazione aggravata dall’aumento dei quantitativi raccolti durante la stagione estiva.
Le cause della crisi del riciclo della plastica
La difficoltà non riguarda solo la Sardegna ma interessa l’intera filiera nazionale del riciclo. Alla base della crisi vi è la forte contrazione del mercato dei materiali riciclati, penalizzati dalla crescente competitività delle materie prime vergini provenienti da Paesi extraeuropei. Questo scenario ha rallentato il recupero dei materiali, creando problemi di stoccaggio e accumulo negli impianti.
Le prime criticità erano già emerse alla fine del 2025 e si sono progressivamente estese anche ai centri di trattamento sardi, con rallentamenti e sospensioni temporanee dei conferimenti sia nel Nord che nel Sud dell’Isola.
Regione Sardegna in prima linea
La Regione segue da mesi l’evoluzione della situazione attraverso un monitoraggio costante e un dialogo continuo con tutti gli attori coinvolti. Lo scorso 29 giugno, nella sua veste di coordinatrice della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Laconi ha promosso un’audizione con i vertici nazionali di Conai e Corepla, che hanno confermato l’esistenza di criticità diffuse a livello nazionale.
Parallelamente, l’assessorato ha avviato incontri con Province ed enti gestori degli impianti di riciclo sardi e sta lavorando alle autorizzazioni necessarie per aumentare temporaneamente la capacità di stoccaggio, così da prevenire interruzioni del servizio durante i mesi estivi.
L’appello al Governo
L’8 luglio la questione è stata portata anche all’attenzione del Viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava. Nei successivi confronti del 20 e 24 luglio con Conai e Corepla, la Regione ha ribadito la necessità di misure immediate per evitare disservizi nei Comuni sardi, particolarmente vulnerabili a causa della condizione di insularità.
“La Sardegna aveva già segnalato con forza queste criticità al Governo nelle scorse settimane. Oggi è indispensabile garantire i ritiri e assicurare la continuità del servizio, evitando ripercussioni su cittadini e amministrazioni locali”, ha dichiarato l’assessora Laconi, sottolineando che l’Isola non può subire le conseguenze di dinamiche di mercato che riguardano l’intero sistema nazionale del riciclo.

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