La filiera italiana del riciclo della plastica affronta una fase di criticità senza precedenti, che minaccia direttamente la continuità del servizio pubblico di raccolta differenziata e gli obiettivi europei di economia circolare.
Lo hanno evidenziato ieri Utilitalia e Anci nel corso del Tavolo di monitoraggio per la filiera dei rifiuti plastici convocato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Per le due associazioni non siamo di fronte a una mera difficoltà del settore dei rifiuti, ma a una questione cruciale di politica industriale nazionale ed europea: senza interventi mirati, gli effetti di questa congestione rischiano di propagarsi rapidamente dagli impianti di recupero fino alla raccolta urbana gestita dai Comuni.
Strategia di intervento su due livelli
È pertanto necessario intervenire su due livelli complementari:
- Misure emergenziali: per preservare la continuità del sistema ed evitare fenomeni di congestione o blocco della filiera;
- Interventi strutturali: per ricostruire, nel medio periodo, condizioni di mercato e industriali idonee a rendere nuovamente sostenibile il riciclo delle plastiche.
Le misure emergenziali
Tra le azioni immediate, Utilitalia e Anci individuano:
- Stoccaggio straordinario: aree dedicate per gestire temporaneamente i volumi in eccesso.
- Filiere consolidate: concentrazione temporanea del riciclo sulle filiere dotate di sbocchi di mercato consolidati.
- Recupero energetico temporaneo: incremento temporaneo del recupero energetico, nel pieno rispetto della gerarchia europea dei rifiuti.
- Copertura finanziaria EPR: copertura dei costi aggiuntivi tramite il sistema EPR azzerando le ricadute economiche su Comuni e cittadini.
- Flessibilità regolatoria ARERA: valutazione di misure straordinarie riferite al macro-indicatore R1 sull’efficacia dell’avvio a riciclaggio degli imballaggi.
- Riconoscimento europeo ETS: riconoscimento del carattere eccezionale delle emissioni ETS derivanti dall’eventuale recupero energetico di frazioni plastiche distolte dal riciclo per mancanza di sbocchi nell’attuale emergenza.
Le Riforme Strutturali e Industriali
Per rilanciare la competitività del sistema nel medio-lungo periodo:
- Tracciabilità e dogane: rafforzamento dei controlli doganali e della tracciabilità delle materie.
- Normativa e fiscalità: piena applicazione della direttiva SUP, revisione della Plastic Tax in un’ottica industriale e introduzione di strumenti di sostegno per l’utilizzo di plastica riciclata certificata.
- Sviluppo industriale: accordi di filiera, sviluppo del riciclo chimico e delle applicazioni open loop.
- Mercato e appalti pubblici: accelerazione sul regolamento nazionale End of Waste e utilizzo sistemico di GPP (Green Public Procurement) e CAM per stimolare la domanda pubblica di materiali rigenerati.
La crisi del riciclo della plastica merita particolare attenzione non solo per gli effetti che può produrre sul sistema nazionale del riciclo, ma anche per le possibili ripercussioni sulla gestione dei rifiuti urbani e sulla sicurezza e continuità dei servizi pubblici locali.
Deve pertanto essere affrontata con una visione industriale: salvaguardare la capacità produttiva esistente e stimolare la domanda di materiali riciclati sono condizioni indispensabili per trasformare l’attuale emergenza in un’opportunità di crescita per l’economia circolare del Paese.

Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere