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Versalis dimezza le perdite nel secondo trimestre 2026

Versalis mostra segnali di recupero nel secondo trimestre 2026, pur operando in un mercato europeo della chimica che Eni definisce ancora depresso. I risultati presentati dal gruppo evidenziano un forte miglioramento della redditività rispetto allo scorso anno, sostenuto principalmente dalle misure di ristrutturazione già avviate e dalla chiusura di alcuni impianti meno competitivi.

Nel periodo aprile-giugno 2026, il business della chimica ha registrato una perdita operativa proforma adjusted di 65 milioni di euro, in miglioramento del 65% rispetto alla perdita di 184 milioni registrata nel secondo trimestre 2025. Nel primo semestre la perdita si è attestata a 223 milioni di euro, rispetto ai 427 milioni del corrispondente periodo dell’anno precedente, evidenziando un recupero di circa il 50%.

Secondo Eni, il miglioramento è stato determinato dai benefici del piano di ristrutturazione e dalle chiusure effettuate nel 2025, oltre che da un temporaneo miglioramento dei margini in alcuni segmenti, in particolare nel polietilene. Quest’ultimo ha beneficiato della scarsità di prodotto sul mercato causata dalle interruzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente.

Sul fronte industriale, le vendite di prodotti chimici si sono attestate a 0,61 milioni di tonnellate nel secondo trimestre, in calo del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel semestre le vendite sono scese a 1,26 milioni di tonnellate, con una riduzione del 17%. Eni attribuisce questa diminuzione alla minore produzione, soprattutto di polimeri, conseguente alla chiusura dei siti di Brindisi e Priolo, attualmente interessati da un profondo processo di trasformazione industriale, oltre che alla persistente debolezza della domanda.

Il contesto di mercato resta infatti difficile. Eni sottolinea che i prezzi delle materie prime e dell’energia continuano a crescere senza che tali aumenti possano essere trasferiti integralmente sui prezzi di vendita delle plastiche di base. A pesare sono la debolezza dell’attività economica europea e la pressione competitiva di operatori internazionali caratterizzati da strutture di costo più efficienti.

Il gruppo segnala inoltre che il miglioramento osservato nel polietilene potrebbe essere temporaneo: già nel mese di luglio il margine di questo prodotto è tornato in territorio negativo, riflettendo il permanere di condizioni di mercato deboli.

Parallelamente, Eni sta accelerando la riconversione dei principali poli chimici. A Priolo è stato costituito un veicolo societario dedicato alla realizzazione di una bioraffineria che sarà affiancata da un impianto di riciclo chimico delle plastiche post-consumo basato su tecnologia proprietaria. A Brindisi sono invece iniziati i lavori per un impianto destinato alla produzione di batterie al litio ferro-fosfato per sistemi di accumulo stazionario dell’energia.

I dati del secondo trimestre indicano quindi che il piano di trasformazione di Versalis sta producendo i primi risultati tangibili sul conto economico. Tuttavia, il management di Eni continua a descrivere il settore chimico europeo come strutturalmente debole, rendendo necessario il proseguimento delle iniziative di ristrutturazione e di riconversione verso attività legate alla transizione energetica.