La prima (e unica) società italiana presente nella classifica è Versalis, al 67° posto.
La tedesca BASF ha riconquistato il primo posto nella classifica ICIS Top 100 Chemical Companies, registrando un fatturato di 70,0 miliardi di dollari nel 2025. La graduatoria stilata da ICIS fotografa le performance dei principali produttori mondiali, evidenziando tuttavia un’annata drammatica per la redditività dell’intero comparto.
Sul podio insieme a BASF si piazzano la cinese Sinopec, al secondo posto con 66,3 miliardi di dollari di vendite, e la statunitense ExxonMobil, terza con 53,4 miliardi. Chiudono la Top 5 PetroChina ($42,1 miliardi) e Dow ($40,0 miliardi). La Cina conferma il suo forte peso strutturale piazzando quattro aziende tra le prime dieci al mondo, superando Stati Uniti (tre), Europa (due) e Medio Oriente (una).
I numeri della crisi
Nonostante la tenuta dei ricavi complessivi delle prime 100 aziende, calati del 4,6% rispetto all’anno precedente, i margini hanno subito un vero e proprio crollo:
- Utili operativi: -47,3% nel 2025
- Utili netti: -81,9%
A pesare sui conti del settore è stata una combinazione sfavorevole di fattori: da un lato l’eccesso di capacità produttiva guidato dall’espansione cinese, dall’altro la debolezza della domanda in settori chiave come automotive, edilizia e beni durevoli, che ha spinto al ribasso prezzi e margini.
Prospettive di ripresa
Secondo Joseph Chang, global editor di ICIS Chemical Business, il 2025 ha rappresentato il punto più basso del ciclo economico per il settore chimico. Per il 2026 si prefigura un recupero dei margini, guidato dalle restrizioni sull’offerta e dalle carenze di materie prime e prodotti chimici derivanti dai conflitti in Medio Oriente.

Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere