La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha formalizzato un documento di proposta indirizzato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per fronteggiare la grave crisi che sta colpendo la filiera della raccolta, selezione e riciclo degli imballaggi in plastica in Italia.
Nonostante le ottime prestazioni della raccolta differenziata sui territori, il settore sta soffrendo il crollo delle quotazioni dei polimeri vergini, il peso dei costi energetici e la pressione delle importazioni di materiale da Paesi extra-UE. Il risultato è un azzeramento della convenienza economica del riciclato, con conseguente saturazione dei centri di selezione e stoccaggio e il rischio di interruzione dei servizi o di un massiccio ricorso al recupero energetico.
Il nodo centrale: la discontinuità dei ritiri
Dalla ricognizione effettuata tra le varie amministrazioni regionali (tra cui Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Piemonte, Marche, Campania, Sardegna e Friuli Venezia Giulia), è emerso che la causa primaria dell’accumulo di materiali presso i centri comprensoriali è la discontinuità dei ritiri del materiale lavorato da parte del sistema consortile.
Le Regioni sottolineano di trovarsi in una posizione fortemente asimmetrica: responsabili della vigilanza, delle autorizzazioni e del raggiungimento dei target europei di riciclo, non dispongono tuttavia di leve di mercato per intervenire sulle cause economiche del blocco.
Le 21 proposte articolate in 7 ambiti d’intervento
Il contributo delle Regioni integra la roadmap ministeriale presentata a fine luglio 2026, proponendo 21 azioni a carattere immediato o di breve termine:
- Garanzia ed esigibilità del ritiro (Azioni 1-4): richiesta di un atto di indirizzo ministeriale per fissare termini certi (in giorni) per il ritiro dei materiali lavorati, l’obbligo di un piano nazionale di rientro delle giacenze pregresse entro 30 giorni e l’imputazione degli oneri straordinari (come gli stoccaggi temporanei) al sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), proteggendo le tariffe dei Comuni. È prevista anche una clausola di salvaguardia affinché il conferimento d’emergenza a recupero energetico non penalizzi le percentuali ufficiali di raccolta differenziata dei Comuni.
- Stoccaggi, sicurezza e flussi (Azioni 5-9): adozione di linee di indirizzo nazionali uniformi per gli incrementi temporanei della capacità degli impianti (nel rispetto delle normative antincendio di cui al DM 26 luglio 2022), campagne informative sulle batterie al litio (causa di incendi), regolamentazione dei movimenti interregionali e semplificazione delle procedure per le spedizioni transfrontaliere intra-UE verso impianti di riciclo con capacità disponibile.
- Rilevazione unificata e dati economici (Azioni 10-11): introduzione di un modello unico quindicinale di rilevazione delle giacenze e obbligo di trasmissione dei dati economici sulle aste e sui prezzi di aggiudicazione disaggregati per polimero e area geografica.
- Riequilibrio economico immediato (Azioni 12-15): attivazione immediata di una contribuzione strutturale pluriennale sulle frazioni meno nobili (poliolefine miste e plasmix), notifica alla Commissione europea di un regime di aiuto per il credito d’imposta sull’acquisto di materie prime seconde (superando i limiti del de minimis), valutazione del modello di sostegno diretto adottato in Francia e creazione di un Fondo per il revamping tecnologico delle linee di selezione.
- Frontiere e tracciabilità (Azioni 16-18): rafforzamento dei controlli doganali tramite l’accordo MASE-ADM per verificare le dichiarazioni sul materiale riciclato importato, sostegno alla creazione di codici doganali distinti per polimeri vergini e riciclati a livello UE e calendarizzazione delle sanzioni sul contenuto minimo di riciclato (Regolamento UE 2025/40).
- Squilibri territoriali e insularità (Azioni 19-20): introduzione di clausole di salvaguardia e ristori per i costi di trasporto marittimo per le regioni insulari e prive di impianti di riciclo finale, unitamente all’inserimento di criteri premiali negli appalti pubblici (GPP) per l’uso di materiali riciclati da filiere di prossimità.
- Governance e monitoraggio (Azione 21): istituzionalizzazione permanente del tavolo di monitoraggio ministeriale con cadenza mensile e definizione di date e responsabilità precise per ciascun intervento.
I rischi per la filiera del riciclo della plastica
Nel testo approvato il 10 settembre 2026, la Conferenza delle Regioni richiama l’attenzione sulle scadenze imminenti: in diversi territori l’autonomia degli stoccaggi è ridotta a pochi giorni. Senza garanzie sulla tempestività dei ritiri e su un effettivo riequilibrio del mercato delle materie prime seconde, il ricorso forzato al recupero energetico rischia di vanificare gli sforzi compiuti dai cittadini, compromettendo gli obiettivi ambientali al 2030 e la tenuta economica dell’intera filiera del riciclo.

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