A luglio 2026 la produzione industriale italiana ha mostrato un moderato recupero congiunturale, ma il comparto della trasformazione delle materie plastiche e della gomma continua a evidenziare segnali di debolezza rispetto al quadro generale dell’industria manifatturiera.
Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,7% rispetto a giugno, mentre su base annua il dato complessivo è rimasto invariato rispetto a luglio 2025.
Plastica e gomma in calo sia nel mese sia nell’anno
Il settore che comprende la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, insieme agli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ha registrato una flessione congiunturale dell’1,6% rispetto a giugno e un calo tendenziale del 2,3% rispetto a luglio 2025.
Si tratta di una performance nettamente inferiore rispetto al dato generale dell’industria, che nello stesso mese ha segnato un incremento mensile dello 0,7% e una sostanziale stabilità su base annua.
La distanza appare ancora più evidente osservando il confronto con l’intera manifattura italiana, che a luglio ha registrato un incremento congiunturale dello 0,3% e una flessione tendenziale contenuta allo 0,4%.
Un settore che pesa oltre l’8% dell’industria italiana
Nonostante la fase di rallentamento, il comparto della gomma-plastica mantiene un ruolo rilevante nel sistema industriale nazionale. Nella nuova struttura di ponderazione Istat basata sul 2025, il settore rappresenta infatti l’8,5% dell’intera produzione industriale italiana, risultando tra le principali attività manifatturiere del Paese.
Per peso economico, la filiera si colloca dietro soltanto a comparti come metallurgia e prodotti in metallo (15,3%), macchinari e attrezzature (12,9%) e alimentare (10%), confermando la sua centralità nelle catene del valore italiane.
Scenario ancora debole per la trasformazione
I dati di luglio confermano dunque un quadro di sostanziale stagnazione per la trasformazione delle materie plastiche. Mentre alcuni comparti industriali hanno beneficiato di una ripresa estiva — in particolare farmaceutica (+7,4% tendenziale) ed energia (+7,6%) — la filiera della plastica continua a muoversi in territorio negativo.
Il risultato appare coerente con le difficoltà che stanno interessando diversi settori utilizzatori finali, dall’edilizia ai beni di consumo durevoli, e con un contesto europeo ancora caratterizzato da domanda debole e forte pressione competitiva internazionale.

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