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PET: meno import, più acquisti spot in Europa

Il mercato europeo del PET continuerà a vedere una mancanza della materia prima PTA e costi di trasporto elevati per il materiale interno e importato. Lo afferma un rapporto di S&P Platts relativo al primo semestre 2022.

Nel 2021, tariffe di trasporto record hanno gravemente colpito le importazioni asiatiche in Europa, che sono state rese più difficili anche dagli ostacoli della catena di approvvigionamento.

L’offerta asiatica svolgerà un ruolo importante nel prossimo anno e, se il materiale arriverà con forti ritardi, gli utilizzatori, soprattutto quelli più piccoli, dovranno fare affidamento sul mercato spot locale.

L’offerta spot, tuttavia, potrebbe rimanere limitata, anche a domanda invariata, poiché i dazi antidumping su PET, PTA e MEG negli Stati Uniti e in Medio Oriente aggravano le sfide dell’offerta dell’Europa. Di conseguenza, le rigidità del mercato del PET europeo potrebbero persistere fino alla prima metà del 2022.

I prezzi dovrebbero rimanere elevati poiché i produttori europei potrebbero trasferire gli alti costi di trasporto, materie prime ed energia lungo la catena del valore.

Il 2022 potrebbe portare nuove formule contrattuali, passando da una formula legacy “costo maggiorato” a un indice spot, a causa dell’aumento dei costi del gas naturale e dell’energia elettrica.

L’aumento del prezzo del PET vergine sta inoltre mettendo sotto pressione i margini per i trasformatori e i produttori di preforme, rendendo più difficile assorbire i costi più elevati e alimentando le aspettative che i costi più elevati saranno trasferiti a valle ai consumatori finali.

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