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Sardegna, emergenza plastica: la Regione chiede a Corepla un piano per superare la crisi

La gestione dei rifiuti plastici in Sardegna torna al centro del dibattito istituzionale. Di fronte alle difficoltà della filiera del riciclo e ai limiti logistici imposti dall’insularità, la Regione Sardegna ha chiesto a Corepla di adottare soluzioni strutturali capaci di garantire una gestione più efficiente e stabile dei rifiuti di imballaggio in plastica.

La richiesta è stata avanzata durante il tavolo convocato dall’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, che ha riunito rappresentanti delle Città metropolitane, delle Province, del Comune di Sassari, di AnciSardegna, dei consorzi industriali Cacip e Cipnes, oltre a Conai e Corepla.

Nuovi spazi di stoccaggio e trasferimenti fuori dall’isola

Per affrontare l’emergenza nel breve periodo, la Regione e gli enti coinvolti stanno accelerando l’individuazione di nuove aree di stoccaggio per i rifiuti plastici. Finora sono stati reperiti spazi aggiuntivi per circa 2.400 tonnellate di materiale.

Parallelamente, Corepla ha programmato il trasferimento della plastica raccolta verso impianti situati nel continente e all’estero, una misura necessaria per alleggerire la pressione sugli impianti sardi e garantire continuità alla raccolta differenziata.

La Regione: servono risposte strutturali per l’insularità

Secondo l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, gli interventi emergenziali non sono sufficienti a risolvere le criticità della filiera.

«Occorre andare oltre le soluzioni legate alla sola emergenza», ha dichiarato l’assessora, chiedendo a Corepla di elaborare strategie che tengano conto delle specificità della Sardegna, dove i costi di trasporto e i vincoli logistici legati all’insularità incidono in modo significativo sulla gestione e sul riciclo della plastica.

Nuovo centro di selezione della plastica nel Sud Sardegna

Una delle novità più rilevanti riguarda il progetto del Cacip per la realizzazione di un nuovo centro di selezione della plastica nel Sud Sardegna. L’impianto potrebbe entrare in funzione entro ottobre 2026, aumentando la capacità di trattamento locale e riducendo la necessità di trasferire i materiali fuori dall’isola.

L’apertura del nuovo centro rappresenterebbe un passo importante per rafforzare la filiera del riciclo della plastica in Sardegna e migliorare la gestione degli imballaggi post-consumo.

Il tema arriva alla Conferenza delle Regioni

La questione sarà presto affrontata anche a livello nazionale nell’ambito della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

L’obiettivo è individuare strumenti e misure capaci di garantire una gestione più efficiente dei rifiuti plastici nelle regioni insulari, evitando il ripetersi di situazioni emergenziali e rafforzando le infrastrutture dedicate al riciclo.