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EuPF contesta le FAQ PPWR: «Il film estensibile in bobina non è ancora un imballaggio»

L’associazione europea dei produttori di film plastici chiede alla Commissione europea di correggere un’interpretazione che attribuisce ai produttori di film la responsabilità del packaging già al momento della vendita della bobina.

Lo European Plastic Films (EuPF), il gruppo settoriale di European Plastics Converters che rappresenta i produttori europei di film plastici, ha chiesto alla Commissione europea di modificare un passaggio contenuto nella seconda edizione delle FAQ sul Regolamento Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio (PPWR), pubblicata il 1° agosto 2026.

Nel documento, la Commissione considera il film estensibile destinato all’avvolgimento dei pallet come un imballaggio già quando viene commercializzato in bobina l, attribuendo al produttore del film il ruolo di “fabbricante” ai sensi del regolamento. Una posizione che EuPF giudica in contrasto con le definizioni contenute nel PPWR e con l’interpretazione adottata dalle autorità nazionali competenti.

Secondo l’associazione, il film in bobina deve essere considerato un materiale di imballaggio e diventa imballaggio solo nel momento in cui viene applicato al carico. È infatti l’operatore che avvolge il pallet a determinare dimensioni, numero di spire, rapporto di prestiro e altre caratteristiche che definiscono l’imballaggio finale.

EuPF sottolinea inoltre che la stessa logica è già presente nel regolamento. L’Allegato I del PPWR, ad esempio, considera la carta da imballaggio venduta separatamente agli operatori economici come un prodotto non ancora classificabile come imballaggio. Lo stesso principio dovrebbe quindi valere per il film plastico fornito in bobina.

L’associazione avverte che l’interpretazione proposta dalla Commissione rischia di compromettere gli obiettivi del regolamento in materia di prevenzione dei rifiuti. Se il produttore del film fosse considerato responsabile dell’imballaggio finale, dovrebbe rispettare obblighi – come quelli relativi alla minimizzazione dell’imballaggio – su aspetti che in realtà non controlla. Inoltre, verrebbe meno la responsabilità diretta dell’azienda che decide quanta pellicola utilizzare per stabilizzare il carico.

A sostegno della propria posizione, EuPF richiama un documento pubblicato il 25 giugno 2026 dall’European Network of Packaging Registers (EUNR), che riunisce i registri e le autorità competenti di 16 Stati membri. Il testo identifica chiaramente come responsabile il soggetto che conferisce all’imballaggio la sua forma finale e definisce espressamente film estensibili, termoretraibili e pellicole cling come materiali di imballaggio.

Secondo EuPF, mantenere l’attuale formulazione delle FAQ potrebbe generare un forte aggravio amministrativo, con registrazioni multiple, autorizzazioni duplicate e possibili sovrapposizioni nei contributi EPR lungo la stessa catena di fornitura.

Per questo l’associazione chiede alla Commissione di ritirare l’esempio contestato, chiarire che il film in bobina rientra tra i materiali di imballaggio disciplinati dall’articolo 16 del PPWR e confermare che il fabbricante dell’imballaggio è l’operatore che utilizza il film per mettere in sicurezza il carico.