I numeri del riciclo del PVC in Europa nel 2025
Nell’ultimo anno sono state riciclate esattamente 765.972 tonnellate di rifiuti in PVC all’interno del framework di VinylPlus. Entrando nel dettaglio della tipologia di scarto recuperato, la ripartizione mostra l’efficienza dei sistemi di intercettazione sia industriali che civili:
- 58,8% da scarti pre-consumer (sfridi e residui di lavorazione industriale).
- 41,2% da post-consumer (prodotti giunti a fine vita).
A trainare i volumi di recupero sono le applicazioni storiche del polimero nel comparto dell’edilizia e delle infrastrutture. I profili finestra si confermano il segmento principale con 416.889 tonnellate avviate a riciclo, seguiti dai pavimenti (119.873 tonnellate), dai cavi (104.633 tonnellate) e dal PVC flessibile e membrane (53.812 tonnellate). Parallelamente, l’utilizzo effettivo di PVC riciclato (rPVC) da parte dei trasformatori è aumentato del 3,6%, superando le 508.000 tonnellate complessive registrate sulla piattaforma europea RecoTrace®.
La revisione strategica degli obiettivi verso il 2030
Il 2025 e i primi mesi del 2026 hanno coinciso con una profonda revisione di metà percorso del piano d’azione VinylPlus 2030. La nuova strategia, presentata ufficialmente a giugno in occasione del VinylPlus Sustainability Forum 2026, punta a una maggiore flessibilità d’azione per rispondere alle repentine mutazioni del mercato e della normativa comunitaria, mantenendo però fermo il traguardo centrale: utilizzare almeno 1 milione di tonnellate di PVC riciclato all’anno in nuovi prodotti entro il 2030.
L’approccio si sposta verso una logica più orientata all’impatto reale e ai risultati di sostenibilità del prodotto lungo l’intero ciclo di vita (LCA), incrementando l’attenzione verso la tracciabilità e la riduzione dell’impronta carbonica.
Innovazione e focus sul mercato italiano
La resilienza del comparto passa anche dallo sviluppo di nuove tecnologie e alleanze sul territorio. Sul fronte tecnologico, VinylPlus ha rafforzato i progetti legati al riciclo avanzato (come i processi termochimici di pirolisi e gassificazione per flussi contaminati) e ha avviato la partecipazione a progetti comunitari come RETAIN (finanziato da Horizon Europe) per rendere interamente circolare la filiera dei teloni in PVC.
L’Italia si conferma uno dei laboratori più attivi d’Europa per l’economia circolare di questo materiale, posizionandosi tra le prime regioni europee per volumi di rPVC localizzati e riciclati (pesando per circa il 25% dell’area Sud/Est Europa insieme alla Grecia).
A livello locale spicca l’evoluzione del progetto WREP (Waste Recycling Project) promosso da VinylPlus Italia. Nato per ottimizzare la raccolta del PVC nei centri di raccolta comunali, nel 2025 il progetto ha esteso il proprio raggio d’azione ai flussi di rifiuti derivanti dalle demolizioni e ristrutturazioni edilizie , siglando un protocollo d’intesa con l’ANCE di Reggio Emilia per la formazione degli operatori del settore delle costruzioni.
L’appello alle istituzioni: tutelare il “Made in EU”
Nonostante l’ottima performance tecnica, i vertici di VinylPlus non nascondono le forti preoccupazioni per la competitività industriale a lungo termine. L’organizzazione chiede a gran voce ai decisori politici europei interventi mirati, norme armonizzate per il trasporto transfrontaliero dei rifiuti plastici da riciclare e una revisione delle “regole di origine” affinché i criteri del Made in Europe e della preferenza per i materiali riciclati all’interno dei confini dell’Unione vengano inseriti stabilmente negli appalti pubblici e nelle legislazioni di prodotto.

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