In risposta alle recenti proposte della Commissione Europea per la revisione del sistema di scambio delle quote di emissione (EU ETS), Plastics Europe ha pubblicato un position paper ufficiale per delineare le priorità dell’industria delle materie plastiche. L’associazione sollecita le istituzioni dell’Unione ad adottare modifiche che bilancino le ambizioni climatiche con la tutela della competitività industriale del continente.
Negli ultimi anni, la produzione di plastica in Europa ha subito una forte flessione: la quota di mercato globale del continente è scesa dal 22% del 2006 al 12% del 2024, toccando i livelli più bassi degli ultimi due decenni. In questo contesto, Plastics Europe avverte che un aumento dei costi legati all’ETS, privo di adeguate condizioni abilitanti, rischia di accelerare la delocalizzazione degli impianti (carbon leakage) anziché stimolare la decarbonizzazione.
Le richieste chiave dell’industria
Per garantire una transizione sostenibile ma praticabile, Plastics Europe sottolinea la necessità di intervenire su diversi aspetti chiave della riforma:
- Mantenimento dell’assegnazione gratuita (Free Allocation)
L’associazione richiede la salvaguardia delle quote gratuite senza l’introduzione di ulteriori rigidità o condizionalità penalizzanti. Questo strumento rimane fondamentale finché il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) non si dimostrerà una soluzione matura ed efficace per la filiera dei polimeri. - Calcolo realistico dei benchmark e traiettoria del Cap
I parametri di riferimento per le emissioni devono riflettere la reale disponibilità industriale e le risorse del territorio. La traiettoria di riduzione del tetto di emissioni (cap) deve avanzare di pari passo con la diffusione delle infrastrutture abilitanti, come la rete dell’idrogeno verde, l’elettricità decarbonizzata a prezzi accessibili e la capacità di trasporto e stoccaggio della . - Reinvestimento dei proventi ETS nel settore
Si chiede di destinare la maggior parte dei ricavi generati dalle aste ETS direttamente al finanziamento delle tecnologie di decarbonizzazione negli stessi settori soggetti al sistema, evitando che l’ETS si traduca in un mero costo fiscale netto per le imprese. - Riconoscimento del carbonio non permanente (CCU e Bio-based)
È ritenuto urgente il riconoscimento nell’ETS dello stoccaggio temporaneo del carbonio presente nei prodotti a base biologica e da cattura/utilizzo del carbonio (CCU), evitando duplicazioni nel conteggio delle emissioni e incentivando i feedstocks alternativi. - Integrazione degli inceneritori di rifiuti urbani
Plastics Europe sostiene l’inclusione immediata e completa degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani nell’ETS, eliminando le esenzioni attualmente previste. L’obiettivo è riequilibrare le condizioni di mercato tra incenerimento e riciclo, promuovendo una reale economia circolare.
Verso un dialogo costruttivo
Mentre riconosce i passi avanti contenuti nella proposta della Commissione per contenere i costi netti, Plastics Europe ribadisce che la sola leva del prezzo del carbonio non è sufficiente per guidare gli investimenti in tecnologie di rottura. Il successo della transizione ecologica dipenderà dalla capacità dell’UE di creare mercati guida per i prodotti a basse emissioni e di garantire l’infrastruttura energetica necessaria.

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