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Packaging & Recycling 2026, ad Arese il confronto sulla nuova industria del packaging

Tanti partecipanti e una giornata di confronto tra imprese, brand owner, ricercatori e operatori della filiera. Al centro della nona edizione di Packaging & Recycling le nuove regole europee, il riciclo e la disponibilità di materie prime seconde.

Il packaging in plastica sta entrando in una fase nuova. Il PPWR, gli obiettivi sul contenuto di riciclato, il rafforzamento delle filiere di raccolta e riciclo e la necessità di ridurre l’impatto degli imballaggi stanno modificando rapidamente regole, materiali e processi industriali.

È questo il contesto nel quale si è svolta, il 1° ottobre al Museo Storico Alfa Romeo di Arese, la nona edizione di Packaging & Recycling, organizzata da Plast.

Oltre 230 operatori hanno partecipato a una giornata caratterizzata da un confronto articolato tra industria, brand owner, mondo della ricerca e istituzioni. Un dato che conferma quanto i temi della transizione del packaging siano ormai entrati nelle priorità strategiche delle aziende.

PPWR: dalla norma alla realtà industriale

Uno dei punti centrali del confronto a Packaging & Recycling è stato il passaggio dalla normativa alla sua applicazione concreta.

Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) sta introducendo nuovi vincoli e nuovi obiettivi lungo tutta la catena del valore: dalla progettazione degli imballaggi alla riciclabilità, dal contenuto di materiale riciclato alla gestione del fine vita.

Per le imprese, tuttavia, la questione non è soltanto adeguarsi alle nuove prescrizioni. È capire come farlo mantenendo competitività, qualità del prodotto e sostenibilità economica.

Da qui la necessità di un confronto che coinvolga l’intera filiera, perché nessun singolo anello può risolvere da solo le criticità della transizione.

Il nodo delle materie prime seconde

Particolarmente significativo il confronto dedicato al riciclo e alle materie prime seconde.

La crescita della domanda di materiali riciclati, sostenuta anche dagli obiettivi europei, rende sempre più importante la disponibilità di riciclati con caratteristiche qualitative costanti e compatibili con le esigenze dell’industria.

Le esperienze presentate durante il convegno hanno mostrato un settore nel quale convivono tecnologie consolidate e nuove soluzioni, dal riciclo meccanico alle tecnologie di dissoluzione, fino ai processi destinati a migliorare qualità e prestazioni dei materiali riciclati.

Il tema, però, non è soltanto tecnologico. Quantità disponibili, qualità, tracciabilità, costi e continuità di approvvigionamento saranno determinanti per rendere effettivamente scalabile il mercato delle materie prime seconde.

Il punto di vista dei brand owner

Un elemento distintivo della giornata è stato il confronto diretto con alcune grandi aziende utilizzatrici di packaging.

GranTerre e Nestlé hanno portato nel dibattito esperienze e problematiche concrete legate alla transizione verso imballaggi più riciclabili e all’impiego di materiali riciclati.

Un confronto che ha evidenziato come le scelte dei brand owner siano sempre più condizionate dall’evoluzione normativa, ma anche dalla disponibilità effettiva di materiali e tecnologie.

Tecnologia e ricerca per il riciclo

Accanto alle esperienze industriali, il programma ha dato spazio alla ricerca e allo sviluppo tecnologico.

Tra gli interventi, quello di Andreas Mäurer del Fraunhofer CCPE/Fraunhofer IVV ha approfondito il tema del dissolution recycling e delle prospettive di industrializzazione di questa tecnologia.

Il contributo di KPMG, Plastics Recyclers Europe, RecyClass e Politecnico di Milano, insieme a quello degli altri protagonisti della filiera, ha completato un quadro nel quale normativa, mercato e tecnologia risultano sempre più strettamente collegati.

Una filiera chiamata a fare sistema

Il messaggio emerso da Arese è quindi meno semplice di una generica richiesta di maggiore sostenibilità.

La trasformazione del packaging richiede investimenti, tecnologie, materiali, infrastrutture di riciclo e regole applicabili, ma soprattutto un coordinamento maggiore tra i diversi attori della filiera.

Il successo di questa transizione dipenderà dalla capacità di trasformare gli obiettivi europei in soluzioni industriali sostenibili anche dal punto di vista economico.

È questo, in definitiva, il terreno sul quale si è sviluppato il confronto della nona edizione di Packaging & Recycling: non soltanto come rendere il packaging più circolare, ma come costruire una filiera del packaging capace di rimanere competitiva mentre cambiano rapidamente regole e mercati.