PPWR, riciclo, materie prime seconde, mercato e strategie dei brand owner. Sono questi i temi al centro della nona edizione di Packaging & Recycling, in programma il 1° ottobre al Museo Storico Alfa Romeo di Arese.
Una giornata di confronto dedicata a uno dei passaggi più delicati per l’industria della plastica: trasformare gli obiettivi europei sulla circolarità in soluzioni industriali concrete, sostenibili anche dal punto di vista economico e compatibili con le esigenze del mercato.
Il confronto riunisce brand owner, produttori di materiali, trasformatori, riciclatori, costruttori di macchine e tecnologie, associazioni, società di consulenza e mondo della ricerca, con l’obiettivo di analizzare come sta cambiando la filiera del packaging e quali sono le condizioni necessarie per accelerare la transizione verso un modello più circolare.
PPWR: dalle regole alla realtà industriale
Uno dei temi centrali dell’edizione 2026 è il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il regolamento europeo destinato a modificare profondamente il quadro di riferimento per produttori di imballaggi e utilizzatori.
Il passaggio dalla normativa alla sua applicazione concreta pone infatti numerose questioni industriali: progettazione degli imballaggi, riciclabilità, contenuto di riciclato, riduzione dell’impiego di materia prima vergine, disponibilità di materiali conformi e adeguamento dei processi produttivi.
Il confronto di Packaging & Recycling punta quindi a mettere a fuoco non soltanto ciò che il regolamento richiede, ma soprattutto come l’industria possa tradurre questi requisiti in scelte tecnologiche e produttive.
Europen e KPMG contribuiscono al confronto portando rispettivamente la prospettiva della filiera europea degli imballaggi e quella dell’analisi economica e strategica del nuovo scenario normativo.
Il mercato delle materie plastiche
La transizione verso un packaging più circolare non può essere separata dalle dinamiche del mercato delle materie plastiche.
ICIS analizza gli scenari internazionali delle poliolefine in una fase caratterizzata da elevata capacità produttiva, pressione sui margini e profondi cambiamenti degli equilibri globali.
Per le imprese del packaging, la questione è particolarmente rilevante: gli obiettivi di riduzione della materia prima vergine e di aumento dell’impiego di riciclato si intrecciano con disponibilità, prezzi e qualità dei materiali.
La circolarità, dunque, non è soltanto una questione ambientale o normativa. È anche una questione di mercato, competitività e sicurezza degli approvvigionamenti.
Riciclo: dalla raccolta alla materia prima seconda
Un secondo asse portante della giornata riguarda il riciclo e la possibilità di portare i processi di recupero a una dimensione realmente industriale.
Raccolta, selezione, purificazione, controllo della qualità e trasformazione del rifiuto in materia prima seconda rappresentano passaggi strettamente collegati.
Il tema non riguarda quindi soltanto la quantità di materiale raccolto, ma soprattutto la capacità di ottenere riciclati con caratteristiche costanti e adeguate alle applicazioni industriali.
Per raggiungere questo obiettivo servono tecnologie di selezione e trattamento sempre più efficienti, ma anche una progettazione del packaging coerente con le possibilità offerte dagli impianti di riciclo.
PET: verso una maggiore integrazione della filiera
Particolare attenzione è dedicata al PET, una delle filiere nelle quali il rapporto tra raccolta, riciclo e utilizzo del materiale recuperato è più avanzato.
Marco Balbiano di Acqua Sant’Anna affronta il tema della raccolta delle bottiglie e del rapporto con i sistemi di deposito cauzionale.
Il progetto rappresenta un caso concreto di integrazione industriale della filiera del PET e di sviluppo di capacità produttiva dedicata alla trasformazione del materiale post-consumo in nuova materia prima.
I brand owner e le nuove esigenze del packaging
La discussione coinvolge direttamente anche gli utilizzatori finali degli imballaggi.
Nestlé, Coca-Cola HBC, Acqua Sant’Anna e GranTerre portano a Packaging & Recycling il punto di vista di aziende che devono confrontarsi contemporaneamente con PPWR, obiettivi di sostenibilità, disponibilità dei materiali riciclati, prestazioni tecniche del packaging e richieste del mercato.
Marta Schiraldi, Head of SHE & Sustainability di Nestlé Italy and Malta, interviene sul percorso verso una maggiore circolarità, mentre Marco Alberti di GranTerre affronta il tema del Food Packaging 2030.
Il confronto con i brand owner mette in evidenza una delle questioni decisive per i prossimi anni: la sostenibilità del packaging deve essere compatibile con sicurezza alimentare, prestazioni, costi e disponibilità industriale delle soluzioni.
Tecnologia, controllo e conformità
Accanto ai brand owner e agli operatori della filiera del riciclo, Packaging & Recycling porta al centro del dibattito anche tecnologie e strumenti destinati a supportare la trasformazione dell’industria.
White Lab affronta, tra gli altri temi, le problematiche analitiche legate alla conformità dei materiali alle nuove disposizioni europee, con particolare attenzione a fluoro totale e PFAS.
Sacmi, in collaborazione con 3U Vision, porta invece il contributo delle tecnologie per il packaging rigido e delle soluzioni orientate a qualità, controllo e impiego di materiali riciclati.
Il confronto consente così di collegare normativa e applicazione industriale, mettendo in evidenza il ruolo che analisi, automazione, selezione e tecnologie di processo possono svolgere nell’adeguamento della filiera.
La sfida è industriale
Il filo conduttore della nona edizione di Packaging & Recycling è quindi il rapporto tra regolamentazione, tecnologia e competitività.
Il PPWR introduce obiettivi ambiziosi. Per raggiungerli, però, occorre costruire una filiera capace di garantire raccolta e riciclo efficienti, disponibilità di materie prime seconde, packaging progettati per essere riciclati e condizioni economiche che rendano realmente conveniente l’impiego del riciclato.
È su questo terreno che si gioca la partita dei prossimi anni.
Packaging & Recycling 2026 mette intorno allo stesso tavolo i diversi protagonisti della filiera per affrontare una domanda precisa: come trasformare la circolarità da obiettivo normativo a realtà industriale?
La risposta passa necessariamente da più riciclo, maggiore qualità delle materie prime seconde, investimenti tecnologici e una maggiore integrazione tra tutti gli attori della filiera.

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