Secondo Flexible Packaging Europe, il mercato europeo delle materie prime per il packaging flessibile registra una fase di raffreddamento dopo i forti aumenti dei mesi precedenti. In discesa BOPP, HDPE e LDPE, mentre restano elevati i costi energetici e i rischi legati allo scenario geopolitico.
Nel terzo trimestre 2026 il mercato europeo delle materie prime per il packaging flessibile ha mostrato segnali di stabilizzazione dopo le tensioni che avevano caratterizzato l’inizio dell’anno. Il monitoraggio diffuso da Flexible Packaging Europe (FPE) evidenzia infatti una significativa contrazione dei prezzi di alcuni materiali chiave per la produzione di imballaggi flessibili, in particolare film BOPP e polietilene.
Prezzi delle materie prime per il packaging flessibile: cosa è successo nel Q3 2026
L’andamento trimestrale delle principali materie prime utilizzate nel packaging flessibile evidenzia una correzione diffusa delle quotazioni.
| Materiale | Variazione Q3 2026 vs Q2 2026 |
|---|---|
| BOPP 20 μm | -24% |
| HDPE | -14% |
| LDPE | -15% |
| Foglio di alluminio 7 μm | -3% |
| PET | 0% |
| Carta patinata monolucida | +2% |
| BOPA | +2% |
Dati elaborati da Flexible Packaging Europe.
Il ribasso più consistente ha interessato il film BOPP, che ha perso il 24% rispetto al trimestre precedente. In calo anche il polietilene ad alta densità (HDPE) e il polietilene a bassa densità (LDPE), materiali ampiamente utilizzati nella produzione di imballaggi flessibili destinati ai settori alimentare, industriale e consumer.
BOPP, HDPE e LDPE in forte calo
Secondo Alexander Tkachenko, Research Analyst Films and Flexibles presso Wood Mackenzie, il significativo arretramento dei prezzi del BOPP è legato al progressivo superamento delle criticità di offerta che avevano sostenuto le quotazioni nel trimestre precedente.
Diversa la situazione del film BOPA, i cui prezzi hanno continuato a crescere per effetto dell’aumento dei costi della poliammide 6 (PA6) e del caprolattame. Anche il mercato dell’alluminio ha registrato una leggera flessione, influenzata principalmente dall’andamento delle quotazioni al London Metal Exchange (LME).
Energia e tensioni geopolitiche mantengono alta la pressione sui costi
Sul fronte delle poliolefine, Kaushik Mitra, Director Polyolefins presso Dow Jones Energy, sottolinea come il mercato europeo del polietilene abbia vissuto un trimestre particolarmente variabile. Dopo una prima fase caratterizzata da domanda debole e prezzi in calo, le tensioni in Medio Oriente hanno nuovamente sostenuto le quotazioni di petrolio e gas naturale, determinando un aumento dei costi di produzione.
Nonostante ciò, livelli di stock relativamente elevati e consumi ancora contenuti hanno contribuito a limitare ulteriori rincari delle resine poliolefiniche.
Materie prime ancora più care rispetto al 2025
Sebbene il terzo trimestre abbia mostrato una tendenza ribassista, i prezzi delle materie prime per il packaging flessibile restano superiori rispetto allo stesso periodo del 2025. Il BOPP registra infatti una crescita del 41% su base annua, seguito da HDPE (+25%), LDPE (+23%), BOPA (+18%), PET (+16%) e foglio di alluminio (+11%). La carta patinata monolucida segna invece un aumento più contenuto, pari al 2%.
Secondo Guido Aufdemkamp, direttore generale di Flexible Packaging Europe, le aziende europee devono continuare a confrontarsi con interruzioni delle catene logistiche, tempi di consegna più lunghi, maggiori costi di trasporto e assicurazione e una persistente pressione derivante dall’aumento dei costi energetici.
Per i converter europei il quadro resta quindi caratterizzato da una buona disponibilità di materie prime per il packaging flessibile, ma anche da elevata volatilità e da una crescente complessità nella pianificazione degli acquisti e dei costi produttivi.
a cura di [email protected]
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