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Crisi del riciclo: perché le tasse sui rifiuti rischiano di aumentare

Piazzole di stoccaggio sature, costi alle stelle e concorrenza dei materiali dall'Asia. L'allarme del presidente dell'Anci Gaetano Manfredi: "Servono interventi immediati o aumenterà la Tari".

La crisi del riciclo della plastica rischia di fermare la raccolta differenziata in Italia e di scaricarsi direttamente sulle tasche dei cittadini. Il materiale riciclato in Europa ha raggiunto costi superiori rispetto alla plastica vergine e a quella riciclata importata dal mercato asiatico.

A lanciare l’allarme in un’intervista a Repubblica è Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che evidenzia come il modello dell’economia circolare stia affrontando uno blocco senza precedenti.

Impianti saturi e stop alla plastica: i dati della crisi

La mancata vendita dei materiali differenziati sta paralizzando la filiera dei rifiuti. Circa un quarto della plastica selezionata non trova sbocco sul mercato, causando un sovraccarico negli impianti di stoccaggio e nelle piazzole comunali. Nei casi più gravi, il materiale in eccesso finisce negli inceneritori, annullando i benefici ambientali del riciclo.

I numeri dell’emergenza presentati da Anci e Utilitalia:

  • 600 milioni di euro: il costo annuale sostenuto dai Comuni per la sola raccolta della plastica.
  • 350-400 milioni di euro all’anno: la perdita stimata a causa del mancato ritiro della plastica differenziata (pari a 35 milioni di euro al mese).
  • 350 euro a tonnellata: l’impatto economico della crisi sul totale delle 1,2 milioni di tonnellate avviate a recupero ogni anno.

Rischio rincari sulla tassa rifiuti (Tari)

L’interruzione dei ricavi dalla vendita delle materie prime seconde rischia di tradursi in un aumento della Tari. La legislazione italiana prevede infatti che il servizio di gestione dei rifiuti urbani debba essere integralmente coperto dai proventi della tassa locale.

“Fino a ieri i ricavi della vendita del materiale differenziato compensavano le spese della raccolta porta a porta e dei mezzi specializzati. Oggi non è più così e potremmo essere costretti ad aumentare la tassa sui rifiuti”, ha dichiarato Manfredi.

Le cause del blocco e le richieste al Ministero dell’Ambiente

Alla base del crollo del mercato del riciclo vi sono due fattori principali:

  1. Concorrenza estera: l’afflusso di plastica vergine e riciclata dall’Asia a prezzi nettamente inferiori a quelli europei.
  2. Costi energetici: il processo di riciclo della plastica e del vetro è altamente energivoro, rendendo le aziende italiane fuori mercato di fronte al rincaro delle fonti fossili.

Per evitare il collasso della filiera industriale e tutelare le famiglie, Anci e Utilitalia hanno inviato una lettera al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo un tavolo di confronto urgente per introdurre incentivi economici al riciclo nazionale.