La Commissione Europea ha presentato oggi la sua proposta ufficiale per la revisione del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (EU ETS). Sebbene la valutazione dell’intero pacchetto sia ancora in corso, l’industria europea della plastica ha espresso un primo forte segnale di ottimismo, vedendo nella riforma una serie di elementi incoraggianti per supportare la transizione ecologica del settore senza comprometterne la competitività.
A guidare la reazione positiva è l’associazione di categoria Plastics Europe, che tramite la sua Managing Director, Virginia Janssens, ha sottolineato come le nuove misure dimostrino che “l’ambizione climatica e la competitività industriale devono viaggiare di pari passo”.
ETS: i cinque punti chiave per il settore della plastica
L’analisi iniziale del testo mette in luce cinque pilastri fondamentali ritenuti cruciali per la decarbonizzazione industriale:
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Certezza degli investimenti oltre il 2030: la proposta prevede il mantenimento dell’assegnazione gratuita delle quote (free allocation) anche dopo il 2030. Inoltre, mira a migliorare i parametri di riferimento (benchmark) per il periodo 2026–2030, riflettendo in modo più accurato le realtà industriali. Secondo Janssens, questo passaggio garantirà una maggiore stabilità agli investimenti dei settori energivori.
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Reinvestimento dei proventi nell’industria: i ricavi generati dal sistema ETS saranno reindirizzati e reinvestiti direttamente nei percorsi di decarbonizzazione delle imprese. “Il principio è chiaro: l’ETS deve sostenere la transizione dell’industria e i contributi versati dalle imprese devono essere reinvestiti per rafforzare il modello di business della decarbonizzazione”, ha ribadito la direttrice di Plastics Europe.
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Finanziamenti per l’economia circolare: per la prima volta, le misure legate all’economia circolare vengono riconosciute tra le attività ammissibili al finanziamento tramite le entrate ETS dei singoli Stati membri. Questo viene considerato un passaggio storico, poiché sancisce ufficialmente la circolarità come via maestra per ridurre l’impronta carbonica nei settori ETS.
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Estensione all’incenerimento dei rifiuti: l’inclusione dei termovalorizzatori e dei sistemi di incenerimento dei rifiuti municipali nel perimetro dell’ETS viene accolta con favore, nell’ottica di una gestione più sostenibile del fine vita dei materiali.
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Sostegno alle plastiche bio-based e CCU: la proposta riconosce la contabilità del carbonio non permanente, un aspetto tecnico fondamentale per incentivare l’adozione e lo sviluppo di plastiche biologiche (bio-based) e derivanti da tecnologie di cattura e utilizzo del carbonio (CCU).
Verso una transizione sostenibile
La posizione espressa dall’industria della plastica evidenzia la necessità di un quadro normativo che non penalizzi il tessuto produttivo europeo, ma che lo accompagni con risorse concrete verso la neutralità climatica. I prossimi mesi saranno decisivi per comprendere come gli Stati membri e il Parlamento Europeo recepiranno ed eventualmente emenderanno la proposta della Commissione.

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