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Crisi riciclo plastica: Assorimap scrive a Meloni, la filiera è al collasso

A un anno di distanza dai primi allarmi, la situazione del riciclo della plastica in Italia passa da uno stato di profonda difficoltà a una vera e propria emergenza nazionale. È questo il grido d’aiuto lanciato da Assorimap, l’associazione dei riciclatori di materie plastiche, attraverso una lettera ufficiale indirizzata direttamente alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

L’associazione chiede un incontro urgente a Palazzo Chigi per definire decisioni immediate e non più rinviabili, sottolineando come la complessità della materia richieda un coordinamento diretto del Governo che superi le competenze dei singoli ministeri.

Impianti fermi e blocchi nella raccolta

Il settore è travolto dalla concorrenza sleale dei prodotti vergini e rigenerati a basso costo provenienti dall’Asia, che hanno paralizzato il mercato interno delle materie prime seconde. Le conseguenze sul territorio sono già visibili:

  • Mercato paralizzato: il materiale riciclato prodotto in Italia non trova più sbocchi commerciali.
  • Sospensione delle attività: diversi impianti di riciclo stanno riducendo drasticamente le lavorazioni o fermando la produzione.
  • Interruzione dei ritiri: la raccolta differenziata della plastica ha smesso di essere ritirata con regolarità in numerose regioni, tra cui Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna e Sicilia.

“Un anno fa avevamo chiesto l’aiuto del Governo per arginare la crisi: oggi si è trasformata in emergenza e l’intera filiera è al collasso. Il Sistema-Paese gestisce in emergenza l’allocazione di migliaia di tonnellate di materiale, senza intervenire sulla causa scatenante”, afferma Walter Regis, presidente di Assorimap.

Il confronto con l’Europa e lo stallo delle proposte

Mentre Paesi come Francia e Spagna hanno già introdotto strumenti concrete a tutela dell’industria nazionale del riciclo, in Italia l’iter normativo appare ancora fermo.

Tra i provvedimenti proposti da Assorimap al Tavolo Plastiche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) — inclusa l’istituzione di un sistema di certificati bianchi a impatto zero per le casse dello Stato e i cittadini — nessuna misura è stata finora resa operativa.

Nell’ultimo confronto al MASE sono state accolte prevalentemente le istanze dell’ANCI e delle Regioni per tutelare i Comuni sui tempi di ritiro e sugli stoccaggi. Al contrario, le misure cruciali per la tenuta economica dei riciclatori continuano a rimanere senza tempi certi di applicazione:

  1. Contribuzione sulle poliolefine miste.
  2. Credito d’imposta sull’acquisto di materie prime seconde.
  3. Fondo d’investimento per l’ammodernamento degli impianti di selezione.

“Accogliamo con favore la tutela dei Comuni, ma la crisi dei riciclatori resta senza risposte operative”, conclude Regis. “Servono decisioni immediate, con tempi certi. Per questo chiediamo l’intervento diretto della Presidenza del Consiglio.”