Gomma-plastica, la manifattura di medio periodo tiene il passo

L'indice Istat accusa una flessione mensile dello 0,3% sull'industria nazionale. Nel lungo periodo il comparto CG sovraperforma la media con un solido +2,3% nel progressivo annuo, trainato dalla tenuta dei beni intermedi.

L’industria manifatturiera italiana tira il fiato, ma la filiera della trasformazione polimerica dimostra una solidità strutturale che va ben oltre le oscillazioni del singolo mese. Secondo gli ultimi dati macroeconomici flash rilasciati dall’Istat relativi a maggio 2026, la produzione industriale nazionale ha registrato una contrazione congiunturale dello 0,3% rispetto ad aprile, interrompendo un ciclo positivo che durava da tre mesi. Un raffreddamento che risente delle incertezze globali e del forte calo dei beni di consumo, ma che non scalfisce la dinamica positiva sul medio termine.

Nel trimestre mobile marzo-maggio, infatti, la media della produzione italiana conserva un rassicurante segno positivo, crescendo dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Se l’indice generale, corretto per gli effetti di calendario, segna un progresso tendenziale del +1,1% su base annua, la filiera della trasformazione di gomma e materie plastiche si posiziona un gradino sopra, confermando la sua natura di pilastro resiliente della manifattura nazionale.

Il focus sul comparto CG: frenata tecnica o cambio di rotta?

Scendendo nel dettaglio settoriale, il raggruppamento CG Ateco (che unisce la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche alla lavorazione dei minerali non metalliferi) ha accusato a maggio una flessione congiunturale dello 0,9% rispetto ad aprile. Un dato che a prima vista appare più marcato rispetto al -0,3% dell’indice generale e al -0,4% dell’intera attività manifatturiera, ma che gli analisti interpretano come un fisiologico riassestamento tecnico dopo i robusti volumi dei mesi passati.

La reale tenuta della filiera emerge in tutta la sua chiarezza quando si allarga l’orizzonte temporale. Nel confronto tendenziale con maggio 2025, il comparto mette a segno un incremento dell’1,8%, superando nettamente la media nazionale di ben 0,7 punti percentuali.

Variazione percentuale (Base 2021=100) Indice generale Settore CG (Gomma-Plastica) Differenziale
Mensile congiunturale (Maggio su Aprile 2026) -0,3% -0,9% -0,6%
Trimestrale congiunturale (Mar-Mag su Dic-Feb) +0,9% +0,9% 0,0%
Tendenziale annuo (Maggio 2026 su Maggio 2025)* +1,1% +1,8% +0,7%
Cumulativo progressivo (Gennaio-Maggio 2026)* +0,6% +2,3% +1,7%

* Dati Istat corretti per gli effetti di calendario (20 giorni lavorativi contro i 21 del 2025).*

Il progressivo annuo premia i polimeri: +2,3% nel 2026

Il vero indicatore della salute del comparto è il dato cumulato dei primi cinque mesi dell’anno. Nel periodo compreso tra gennaio e maggio 2026, l’industria italiana nel suo complesso si muove a passo lento, registrando un timido incremento del +0,6%. Al contrario, la trasformazione di gomma e plastica viaggia a una velocità quasi quadrupla, archiviando un’espansione del +2,3%. Nella graduatoria dei settori industriali stilata dall’Istat per crescita tendenziale, il comparto occupa stabilmente i vertici, superato solo da comparti eccezionali come i mezzi di trasporto (+11,6%), la farmaceutica (+3,5%) e la chimica di base (+3,3%).

La forbice dei consumi e la tenuta dei beni intermedi

Le ragioni di questa asimmetria risiedono nella profonda spaccatura che sta caratterizzando la domanda interna ed internazionale. L’industria dei beni di consumo italiana sta attraversando una fase complessa, crollando del -3,2% su base annua, con una pesante contrazione del -9,9% nel segmento dei beni durevoli (elettrodomestici e arredamento in primis).

A fare da scudo a questa flessione è la tenuta dei beni intermedi industriali (+0,8%), comparto in cui i manufatti plastici e gli articoli tecnici in gomma giocano un ruolo strutturale imprescindibile. La domanda legata all’imballaggio alimentare, alla componentistica per i trasporti e alle soluzioni per l’efficientamento chimico continua a sostenere gli ordini. Un segnale chiaro che, nonostante l’altalena delle rilevazioni mensili, la transizione verso polimeri avanzati, bioplastiche e soluzioni da riciclo meccanico e chimico mantiene alta la competitività e la centralità strategica della nostra filiera industriale sul mercato europeo.