L’industria italiana del riciclo delle materie plastiche lancia un grido d’allarme direttamente dal cuore dell’Unione Europea. Il 15 aprile 2026, presso il Parlamento Europeo, si è tenuto l’evento “Sovranità industriale europea: crisi e opportunità nel riciclo delle materie plastiche – Il caso italiano”, organizzato da Assorimap in collaborazione con Plastics Recyclers Europe.
I numeri di una crisi senza precedenti
I dati presentati a Bruxelles descrivono una situazione drammatica per il comparto nazionale:
- Capacità di riciclo persa: 460 kilotonnellate solo nel corso del 2025.
- Crollo degli utili: un calo verticale dell’87% registrato dal 2021 ad oggi.
- Natura della crisi: non si tratta di un fenomeno passeggero, ma del risultato di distorsioni di mercato e mancata armonizzazione normativa.
“L’Italia è l’esempio più concreto di quello che sta succedendo al riciclo della plastica in tutta Europa. Confidiamo che la Ue riesca a trovare le soluzioni che aspettiamo da tempo”, ha dichiarato Walter Regis, presidente di Assorimap.
Concorrenza sleale e il ruolo del Circular Economy Act
Il settore punta il dito contro la concorrenza sleale dei prodotti extra-UE. Mentre le aziende europee sostengono costi elevati per rispettare le rigide normative comunitarie, il mercato viene invaso da materiali che non devono sottostare agli stessi standard.
Secondo Paolo Glerean, consigliere delegato per le relazioni con la UE di Assorimap, il futuro del comparto è legato a doppio filo al Circular Economy Act, definito come “l’ultima finestra utile” per salvare il settore.
Le richieste di Assorimap alla Commissione Europea
Per invertire la rotta, l’associazione ha presentato un pacchetto di richieste politiche e tecniche concrete:
- Codici doganali dedicati: fondamentali per distinguere il materiale riciclato dal vergine e monitorare i flussi.
- Criteri armonizzati: definizione univoca di “fine rifiuto” (End of Waste) a livello europeo.
- Sistemi EPR coordinati: regimi di responsabilità estesa del produttore orientati realmente alla circolarità.
- Supporto economico: accesso agli aiuti energetici per la filiera e incentivi fiscali.
- Contenuto minimo di riciclato: Assorimap chiede di anticipare al 2027 gli obblighi di contenuto minimo negli imballaggi, attualmente previsti dal Regolamento PPWR per il 2030.
Il messaggio di Walter Regis è netto: senza un intervento strutturale, l’Europa rischia di smantellare l’unico comparto in grado di rendere reale la transizione circolare. La sovranità industriale del continente passa necessariamente per la tutela dei riciclatori, pilastri fondamentali dell’economia verde.

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