La bioeconomia circolare rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare la competitività industriale europea e ridurre la dipendenza da materie prime fossili. È quanto sostiene la CEO di Novamont Catia Bastioli in un intervento all’assemblea annuale di Spring – Italian Circular Bioeconomy Cluster pubblicato su LinkedIn, nel quale richiama l’attenzione sulla necessità di una politica industriale europea più incisiva a sostegno dell’innovazione bio-based.
Particolare rilievo viene attribuito al ruolo dei materiali e delle plastiche bio-based, considerati un settore nel quale l’Europa mantiene una posizione di leadership tecnologica e industriale. Secondo Bastioli, queste soluzioni possono contribuire alla decarbonizzazione dell’industria, alla valorizzazione delle risorse rinnovabili e alla creazione di nuove filiere territoriali ad alto valore aggiunto.
Bastioli evidenzia tuttavia come l’attuale quadro normativo europeo non favorisca adeguatamente lo sviluppo e la diffusione dei prodotti bio-based. Per questo chiede che la futura strategia europea per la bioeconomia riconosca maggiormente il contributo delle plastiche e dei materiali di origine rinnovabile, introducendo misure capaci di sostenere investimenti, innovazione e domanda di mercato.
Per Bastioli, una bioeconomia più forte non è soltanto una risposta alle sfide ambientali, ma anche uno strumento per rafforzare la competitività dell’industria europea e accelerare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili e circolari.

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