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Auguri Polipropilene! 70 anni fa la scoperta di Giulio Natta

L’11 marzo 1954, settant’anni fa, il chimico italiano Giulio Natta segnava un punto di svolta nella storia della scienza, annotando sulle pagine della sua agenda le parole “Fatto il polipropilene”. Questo evento segnò l’inizio di un incredibile percorso che avrebbe portato Natta a ricevere il prestigioso Premio Nobel per la Chimica nel 1963, in riconoscimento dei suoi straordinari contributi alla scienza.

Nato a Porto Maurizio (Imperia) il 26 febbraio 1903, Natta si distinse fin da giovane, laureandosi in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano nel 1924, all’età di soli 21 anni. Dopo una brillante carriera accademica che lo portò a ricoprire importanti incarichi presso il Politecnico di Milano e Torino, Natta divenne uno dei principali pionieri nel campo della chimica macromolecolare.

Il suo cammino verso il Nobel ebbe inizio nel 1952, quando, già affermato sia in Italia che all’estero, Natta guidava un prestigioso istituto di ricerca con un team di talentuosi assistenti e ricercatori. Durante una conferenza alla fiera Achema di Francoforte nel maggio di quell’anno, Natta venne a conoscenza della rivoluzionaria reazione studiata da Karl Ziegler del Max-Plank Institut für Kohlenforschung di Muelheim, Germania: la oligomerizzazione dell’etilene catalizzata da AlEt3.

Natta, comprendendo l’importanza di questa scoperta, collaborò con Piero Giustiniani della Montecatini per acquisire il brevetto di Ziegler, avviando così una partnership destinata a cambiare il corso della storia scientifica. Grazie alla sinergia tra le menti brillanti di Natta e Ziegler, nel 1954 venne raggiunta una pietra miliare: la polimerizzazione del propilene con lo stesso catalizzatore, aprendo la strada alla produzione del polipropilene.

Il Premio Nobel per la Chimica del 1963 non fu assegnato solo a Natta, ma anche a Karl Ziegler, in riconoscimento della loro eccezionale collaborazione e delle loro rispettive scoperte nel campo della polimerizzazione. Questo evento suscitò dibattiti e polemiche sul primato dell’invenzione del polipropilene, ma non diminuì in alcun modo l’impatto della scoperta di Natta.

La sintesi di numerosi polimeri stereoregolari da parte di Natta, utilizzando i catalizzatori di Ziegler e successivamente altri catalizzatori, ha aperto un nuovo capitolo nella chimica macromolecolare, con implicazioni pratiche e scientifiche di vasta portata. La sua intuizione, espressa con la frase “Io credo che in questo campo si lavorerà anche nel secolo prossimo”, si è dimostrata esatta e profetica, lasciando un’impronta indelebile nella storia della scienza.