Plastic e Sugar Tax, è scontro sulla Manovra: il rinvio di 6 mesi rischia di paralizzare le imprese

Tra il blocco di un miliardo di euro in investimenti e i rincari che rischiano di scaricarsi sui consumatori a inizio anno, il mondo industriale boccia la proroga "a termine" ipotizzata dal Governo. Tutti i nodi al pettine.

Un miliardo di euro congelato, i listini prezzi pronti ad aumentare da gennaio per la grande distribuzione e gli stabilimenti al Sud in affanno per la crisi dei trasporti. In questo scenario già critico per la manifattura italiana, l’ipotesi che sta circolando sulla prossima Manovra — fissare una nuova proroga di soli sei mesi per Plastic Tax e Sugar Tax — ha riacceso la tensione tra imprese ed esecutivo.

A fare muro contro la misura tampone sono le imprese di Unionplaste Assobibe (Confindustria), che chiedono un taglio netto con il passato: dopo sette anni di proroghe e incertezze normativo-fiscali, la richiesta è una sola, ovvero la cancellazione definitiva delle due tasse.

Il paradosso delle proroghe brevi: investimenti congelati e listini alle stelle

Prorogare una tassa per soli sei mesi non equivale a cancellarla: per chi fa impresa significa soltanto rinviare il problema, congelando qualsiasi piano di sviluppo a medio e lungo termine.

L’incertezza genera infatti tre conseguenze immediate per il tessuto economico:

  • Investimenti fermi: il clima di perenne attesa sta bloccando circa 1 miliardo di euro che le aziende avrebbero altrimenti destinato a innovazione e sostenibilità sul territorio nazionale.
  • Effetto domino sui prezzi: le trattative commerciali di inizio anno con la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e i grossisti si preannunciano già al rialzo, con il rischio concreto di stangate sui prezzi per i consumatori finali.
  • Mancanza di liquidità: per il comparto della plastica, l’applicazione della tassa andrebbe a colpire margini già ridotti al minimo, obbligando le imprese a versare le imposte prima ancora di aver incassato i crediti dai clienti.

La morsa perfetta: tasse in arrivo e trasporti in tilt

A rendere la situazione ancora più delicata è il momento storico in cui si inserisce questo dibattito. La filiera è infatti già sotto pressione sul fronte operativo: le recenti agitazioni e i blocchi della logistica al Sud stanno creando forti ritardi nelle consegne e impediscono l’arrivo delle materie prime nei siti produttivi.

Chiedere al settore di assorbire l’ennesimo balzello fiscale o di navigare nell’incertezza di una proroga “a termine” significa, secondo le associazioni di categoria, sottrarre risorse vitali proprio mentre si combatte per tenere aperte le fabbriche.

La richiesta della manifattura

La palla passa ora al Ministero dell’Economia. La richiesta della filiera industriali è chiara: abbandonare la logica delle micro-proroghe e allineare la fiscalità italiana al contesto normativo europeo, eliminando definitivamente Plastic e Sugar Tax per ridare competitività al Made in Italy.

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