L'Italia supera per la prima volta la soglia del 50% nel riciclo degli imballaggi in plastica, consolidando la propria leadership nell'economia circolare europea. Ecco l'analisi dettagliata dei dati Eurostat 2013-2024.
La gestione del fine vita degli imballaggi in plastica rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell’economia circolare. Tra la complessità dei polimeri, le strutture multistrato e la selezione dei rifiuti urbani e industriali, il comparto dei rifiuti plastici (codice Eurostat W150102) costituisce il principale banco di prova per i sistemi di riciclo in Europa.
Secondo gli ultimi dati Eurostat aggiornati al 2024 (indicatore target RT_TGT2025), l’Italia ha raggiunto un traguardo storico: il 50,1% degli imballaggi in plastica immessi al consumo viene avviato a riciclo, superando di quasi otto punti percentuali la media dell’Unione Europea.
Tasso di riciclo imballaggi in plastica: Italia vs Unione Europea
Nel decennio compreso tra il 2013 e il 2024, la filiera italiana del riciclo della plastica ha registrato una crescita costante. Nel 2013 l’Italia rincorreva la media europea (36,8% contro 38,2%); oggi la situazione si è invertita, dimostrando la forza e l’efficienza del modello industriale italiano.
Evoluzione del tasso di riciclo plastica (2013–2024)
| Anno | Italia (IT) | Unione Europea (EU27) | Differenziale |
| 2013 | 36,8% | 38,2% | -1,4% |
| 2015 | 41,1% | 40,5% | +0,6% |
| 2017 | 41,8% | 41,7% | +0,1% |
| 2019 | 45,1% | 41,1% | +4,0% |
| 2021 | 47,7% | 39,7% | +8,0% |
| 2023 | 49,0% | 41,6% | +7,4% |
| 2024 | 50,1% | 42,4% | +7,7% |
Fonte: Elaborazione dati Eurostat (Dataset: estat_ten00063)
La classifica europea del riciclo della plastica nel 2024
I dati Eurostat mettono in luce un’Europa a più velocità. Tra i Paesi con i tassi di riciclo più elevati figurano sia nazioni con volumi contenuti e raccolte altamente centralizzate (come la Lettonia), sia grandi potenze industriali come la Germania e l’Italia.
Classifica dei principali Paesi UE per riciclo degli imballaggi in plastica:
- Lettonia: 71,0%
- Belgio: 58,2%
- Polonia: 56,0%
- Repubblica Ceca: 53,7%
- Germania: 51,3%
- Italia: 50,1%
- Paesi Bassi: 48,6%
- Slovacchia: 48,6%
- Media Unione Europea (EU27): 42,4%
- Spagna: 38,4%
- Francia: 27,4%
- Danimarca: 22,5%
Mentre Germania (51,3%) e Italia (50,1%) guidano il gruppo delle grandi economie manifatturiere europee, altri Paesi chiave come la Spagna (38,4%) e la Francia (27,4%) rimangono al di sotto della media comunitaria del 42,4%.
Perché l’Italia è leader nel riciclo della plastica?
Il superamento della quota del 50% nel 2024 è il risultato di investimenti mirati e innovazioni tecnologiche lungo tutta la catena del valore:
- Automazione nei Centri di Selezione (CSS): l’adozione di lettori ottici NIR (Near Infra-Red) di ultima generazione permette di separare con altissima precisione polimeri come PET, HDPE e polipropilene (PP).
- Raccolta differenziata capillare: la diffusione delle raccolte porta a porta e le sinergie con i consorzi di filiera hanno aumentato la quantità e la qualità del materiale intercettato.
- Valorizzazione delle materie prime seconde: oltre al PET da bottiglia, il mercato italiano si è strutturato per recuperare ed avviare a riciclo anche le frazioni di plastica rigida e flessibile (rPP e rPE).
Le sfide future: Regolamento PPWR ed Ecodesign
Nonostante le ottime prestazioni, la filiera degli imballaggi in plastica si prepara ad affrontare gli obiettivi stabiliti dal nuovo Regolamento Europeo Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio (PPWR).
Le priorità per i prossimi anni riguarderanno:
- Ecodesign e monomateriali: progettare imballaggi facilmente riciclabili, riducendo l’uso di multistrato non separabile.
- Qualità del granulo riciclato: incrementare la purezza delle plastiche riciclate da post-consumo per consentirne l’impiego in applicazioni ad alto valore aggiunto.
- Riciclo chimico e meccanico: integrare le tecnologie di riciclo meccanico con soluzioni di riciclo chimico avanzato per valorizzare le frazioni di scarto più complesse (plasmix).
a cura di [email protected]
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