Il sistema del riciclo della plastica in Italia si avvicina a un punto critico, con possibili ripercussioni dirette sulla raccolta dei rifiuti nei Comuni. A segnalarlo è Utilitalia, la Federazione che riunisce le imprese dei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas, che parla apertamente di una crisi ormai strutturale della filiera.
Negli ultimi mesi i centri di raccolta hanno visto accumularsi quantità sempre maggiori di materiali plastici. A fine aprile, secondo le rilevazioni della Federazione, le giacenze risultavano quasi raddoppiate rispetto a un anno fa. Un dato che pesa soprattutto alla vigilia dell’estate, quando la produzione di rifiuti cresce e gli impianti rischiano di andare ulteriormente in sofferenza.
La criticità non nasce a monte, nella raccolta differenziata, ma a valle: gli sbocchi per il recupero e il riciclo si stanno saturando. Una strozzatura che sta mettendo sotto pressione l’intero sistema e costringendo i gestori a ricorrere a misure straordinarie per evitare interruzioni del servizio.
Le conseguenze potrebbero essere immediate. Da un lato, disagi per cittadini e imprese nelle città; dall’altro, problemi di sicurezza nei siti di stoccaggio, dove l’accumulo di materiali aumenta il rischio di incendi.
Utilitalia sottolinea come gli operatori stiano già facendo “ogni sforzo possibile” per mantenere la continuità del servizio. Ma senza interventi rapidi – sia per liberare i centri di stoccaggio sia per sostenere economicamente la gestione dei flussi in eccesso – il sistema potrebbe andare in tilt.
La posta in gioco, avverte la Federazione, non è solo la tenuta del servizio quotidiano, ma anche i risultati raggiunti negli ultimi anni sulla raccolta differenziata, che rischiano di essere compromessi dal blocco degli impianti di riciclo.

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