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RES: dal MIMIT 3,75 milioni di euro per l’impianto di piro-gassificazione in Molise

Accordo con il CNR per il polo di Tufo Colonoco: l’investimento complessivo è di 5 milioni di euro. L'obiettivo è trasformare i rifiuti non riciclabili in syngas e bio-combustibili per la decarbonizzazione dei trasporti.

RES S.p.A. (Recupero Etico Sostenibile), operatore di riferimento nel settore della Circular Economy quotato sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, accelera sul fronte dell’innovazione tecnologica applicata alla gestione dei rifiuti. La società molisana ha annunciato di aver ottenuto un importante pacchetto di agevolazioni a valere sull’Avviso promosso dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) “Investimenti Sostenibili 4.0”.

I fondi ministeriali sosterranno la realizzazione e l’avvio di un impianto d’avanguardia per la piro-gassificazione dei rifiuti organici secchi non riciclabili. La nuova struttura industriale sorgerà nel polo impiantistico di Tufo Colonoco, in provincia di Isernia , un’area strategica dove il gruppo valorizza l’intera catena del rifiuto.

I dettagli del finanziamento MIMIT e il piano di investimenti

Il progetto industriale di RES prevede un impegno finanziario complessivo pari a 5,0 milioni di euro. La misura agevolativa approvata dal MIMIT coprirà il 75% del valore dell’investimento, per un totale di 3,75 milioni di euro, strutturati secondo lo schema seguente:

  • 1,75 milioni di euro concessi nella forma di contributo a fondo perduto;
  • 2,0 milioni di euro erogati sotto forma di finanziamento agevolato.

Il cronoprogramma della società, che ha elaborato il progetto in collaborazione con Creditalia Srl (Progetti d’Impresa) , fissa il termine tassativo per l’ultimazione dei lavori e l’avvio operativo del sito entro il 31 dicembre 2027.

Come funziona la tecnologia di piro-gassificazione dei rifiuti

Il cuore tecnologico del polo di Tufo Colonoco si basa sul brevetto PyroFlameGas, di titolarità di PFG Hybrid Srl e sviluppato in stretta sinergia con il CNR. Il processo di trattamento chimico si articola in due distinte fasi termochimiche:

  • Pirolisi: un trattamento a temperatura medio-alta 400°C condotto in totale assenza di ossigeno, che porta alla formazione di liquidi e vapori.
  • Gassificazione: un successivo trattamento ad alta temperatura 800°C in condizioni di limitato ossigeno sotto-stechiometrico, volto a convertire i vapori in syngas.

A regime, l’impianto sarà in grado di trattare oltre 4.000 tonnellate all’anno di scarti complessi e frazioni critiche. Tra i materiali trattati figurano la frazione solida da trattamento meccanico-biologico, il compost fuori specifica, i rifiuti da imballaggi cellulosici e le plastiche miste non riciclabili (il cosiddetto plasmix), oltre al Combustibile Solido Secondario (CSS).

La produzione stimata è di circa 450 Nmc/ora (3,5 MNmc/anno) di syngas certificato , che nella prima fase industriale verrà impiegato come succedaneo del gas naturale.

Accordo RES-CNR: un hub di ricerca per l’idrogeno e i carburanti alternativi

Oltre agli immediati risvolti industriali, l’operazione mira a creare un centro di competenze unico nel suo genere sul territorio molisano. RES ha infatti strutturato una collaborazione scientifica con il CNR-IRISS e i principali atenei italiani per l’attivazione di un centro di ricerca dedicato.

In una seconda fase del piano, la partnership con il CNR si concentrerà sullo sviluppo di prototipi industriali in grado di convertire il syngas in vettori energetici e biocarburanti avanzati ad alto valore aggiunto, quali idrogeno, metanolo, etanolo e dimetiletere (DME). Tali risorse saranno destinate in modo prioritario alla decarbonizzazione del trasporto pesante stradale (TIR) e marittimo.

“Il finanziamento del MIMIT certifica la validità del trattamento chimico dei rifiuti non riciclabili come strada sostenibile, innovativa e in linea con i target nazionali di transizione ecologica ,” ha dichiarato Antonio Valerio, Amministratore Delegato di RES S.p.A. “Vogliamo dimostrare che dagli scarti si può generare valore reale sotto forma di materie prime seconde, energia pulita e nuova occupazione, unendo gli investimenti industriali alle competenze scientifiche“.