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È morto Guido Ghisolfi

Il vicepresidente della multinazionale della chimica Mossi & Ghisolfi si è ucciso con un colpo di fucile.

Guido Ghisolfi, vicepresidente di Mossi & Ghisolfi, multinazionale italiana della chimica, è stato trovato morto, ucciso da un colpo di fucile sparato da distanza ravvicinata. Il corpo dell’imprenditore si trovava sulla sua auto, nell’Alessandrino, in una strada collinare alla periferia di Carbonara Scrivia. A dare l’allarme, poche ore prima, erano stati i familiari che lo attendavano a casa per il pranzo. Gli investigatori non hanno dubbi sul fatto che si tratti di suicidio. L’industriale, figlio del fondatore del gruppo, Vittorio Ghisolfi, non avrebbe lasciato alcun biglietto.

Fondato nel 1953, il Gruppo Mossi & Ghisolfi, è controllato dalla società M&G Finanziaria, di proprietà della famiglia Ghisolfi e presieduta da Vittorio Ghisolfi. E’ attivo nel settore del PET, dell’ingegneria e dei prodotti chimici rinnovabili derivati da biomasse non alimentari. Opera in Europa, negli Stati Uniti, in Sudamerica ed Asia, con un fatturato annuo di oltre 3 miliardi di dollari, 2.100 dipendenti ed oltre 100 ricercatori. Nata come azienda specializzata in imballaggi in plastica, negli ultimi 10 anni ha avuto un forte sviluppo divenendo tra i leader sul mercato globale del PET: la produzione del gruppo è triplicata, passando da 600 mila a 1,7 milioni di tonnellate annue.