Nessun rinvio supplementare e una finestra transitoria prefissata: le stoviglie in plastica riutilizzabili non conformi ai nuovi standard tecnici potranno restare sugli scaffali solo fino al 20 aprile 2027. È questo il verdetto contenuto nella risposta del Ministero dell’Ambiente e …
Nessun rinvio supplementare e una finestra transitoria prefissata: le stoviglie in plastica riutilizzabili non conformi ai nuovi standard tecnici potranno restare sugli scaffali solo fino al 20 aprile 2027. È questo il verdetto contenuto nella risposta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) all’interpello presentato da Confindustria sull’applicazione dell’articolo 14-bis del DL 19/2026 (convertito nella Legge 50/2026), il provvedimento che detta i criteri per definire riutilizzabili piatti, posate, cannucce e agitatori per bevande in plastica.
Il dicastero di via Cristoforo Colombo ha tracciato una linea netta: dal 21 aprile 2027 la qualifica di “riutilizzabile” sarà riservata esclusivamente agli articoli che soddisfano i nuovi requisiti tecnici. Qualsiasi prodotto non conforme non potrà più essere commercializzato sotto tale dicitura, a prescindere dalla data di prima immissione sul mercato.
Nella sua risposta, il MASE precisa che l’anno che intercorre tra la pubblicazione della norma e l’entrata in vigore dei nuovi obblighi costituisce già il periodo di transizione accordato alla filiera per convertire le linee produttive e smaltire i magazzini. Concedere un’ulteriore proroga a ridosso della scadenza, osserva il Ministero, finirebbe per rinviare l’efficacia del provvedimento a tempo indeterminato.
Una lettura che incassa l’aperto favore dell’industria di settore. «La risposta del Ministero fa chiarezza e conferma quella che per noi era l’interpretazione più naturale della norma: l’anno di differimento previsto dal legislatore è già il periodo concesso per adeguarsi e smaltire le scorte», commenta Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche.
L’associazione invita ora trasformatori e distributori a sfruttare i mesi a disposizione per pianificare la riconversione industriali e azzerare le giacenze, sventando il rischio di ritrovarsi con lotti non più commerciabili a partire dalla primavera 2027.
a cura di [email protected]
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