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Riciclo di materie plastiche: niente fermi impianto durante l’estate

I previsti fermi degli impianti di riciclo di polietilene e polipropilene potrebbero slittare a causa delle tensioni di mercato.

Secondo diverse fonti di mercato, la forte domanda a valle e le tensioni sul fronte dell’offerta di polietilene ad alta densità da riciclo (R-HDPE) e polipropilene da riciclo (R-PP) potrebbero far rimandare i fermi impianto che tradizionalmente vengono effettuati durante le vacanze estive.

I riciclatori di R-HDPE e R-PP e i trasformatori a valle in genere fermano la produzione nei mesi di luglio e agosto per effettuare gli interventi di manutenzione ordinaria degli impianti in quello che è tradizionalmente il periodo di attività minima stagionale.

Tuttavia, la forte domanda a valle, proveniente in particolare dai settori dell’edilizia e degli imballaggi,  la corsa alla sostituzione dei materiali vergini e i bassi livelli delle scorte lungo l’intera catena degli approvvigionamenti, hanno spinto alcuni operatori a considerare la possibilità di un annullamento dei fermi già programmati. Alcuni operatori prevedono infatti che la domanda nel prossimo agosto potrebbe superare anche del 40% quella registrata in un agosto normale.

L’impatto della Direttiva SUP

L’interesse per l’acquisto di materiali da riciclo da parte dei produttori di imballaggi è aumentato nel corso del 2021 a causa dell’impatto delle nuove norme europee (Direttiva SUP), dell’atteggiamento ostile dei consumatori nei confronti delle materie plastiche monouso, nonché dell’avvio dei progetti che erano stati messi in standby nel 2020 a causa del coronavirus.

La domanda del settore edile è in aumento dalla seconda metà del 2020. Inizialmente l’aumento era dovuto al fatto che nel periodo delle restrizioni anti-coronavirus i consumatori si erano dedicati ai lavori di sistemazione delle loro case. Negli ultimi mesi invece, è stata la carenza di materiali sui mercati delle materie prime vergini a comportare un aumento della domanda di R-HDPE e R-PP, con gli acquirenti che stanno cercando di garantirsi approvvigionamenti sufficienti per mantenere in funzione le loro attività in un settore in cui la scarsità di materiali ha causato ritardi nell’avanzamento dei progetti di costruzione. Si prevede quindi che i ritardi dei progetti edilizi manterranno la domanda su livelli elevati anche durante i mesi estivi.

Scarsità di materiale per riciclo dalla raccolta differenziata

Sia per l’R-HDPE che per l’R-PP, la scarsità di materiale da raccolta differenziata ha generato un collo di bottiglia nella produzione di scaglie e granuli in quanto i riciclatori non sono stati in grado di reperire abbastanza materiale per riuscire a operare a pieno regime.

Ciò ha interessato in particolare l’R-PP, la cui attuale penuria è scaturita da vari fattori:

  • Aumento della domanda da parte dei settori dell’edilizia e dell’imballaggio e la sostituzione della materia prima vergine
  • Carente capacità di selezione, in particolare in Francia
  • Maggiori volumi di balle miste di poliolefine offerte sul mercato a discapito delle balle selezionate come conseguenza della carente capacità di selezione, in particolare in Francia
  • Problemi nelle catene logistiche legati al COVID-19

Basso tasso di sostituzione delle automobili

Per il R-PP la disponibilità di balle di materiali di scarto è stata ulteriormente compressa dai bassi tassi di sostituzione dei veicoli dall’inizio della pandemia di COVID-19, limitando in tal modo l’offerta di balle post-industriali. Prima della pandemia, i veicoli a fine vita rappresentavano la più importante fonte singola di approvvigionamento di materiale per la filiera del riciclo post-industriale, con una quota di mercato stimata al 25%.

Oggi l’andamento delle nuove immatricolazioni di veicoli è migliorato rispetto a un anno fa, tuttavia rimangono significativamente al di sotto dei livelli pre-pandemia. Secondo i dati diffusi da ACEA, l’associazione europea dei costruttori automobilistici, ad aprile 2021 le immatricolazioni di autovetture nuove sono state inferiori del 24,6% rispetto ad aprile 2019, mentre le nuove immatricolazioni di veicoli commerciali hanno evidenziato un calo del 20,5%.

Riciclo degli imballaggi alimentari e export in Turchia

Per quanto riguarda il R-HDPE la disponibilità è stata ulteriormente limitata da:

  • Una minore quantità di scarti in ingresso nella catena del riciclo a causa di uno calo della produzione di imballaggi in HDPE vergine a favore del polipropilene (PP) o del polietilene tereftalato (PET).
  • Incremento delle domanda di balle selezionate da parte della Turchia a seguito del divieto di importazione di rifiuti misti iniziato a gennaio e prima del bando di maggio su tutte le importazioni di rifiuti HDPE.

Sebbene siano entrati nella catena post-consumo flussi aggiuntivi di materiali HDPE a seguito della riapertura dei negozi di vendita al dettaglio in gran parte dell’Europa, e si preveda che il divieto di importazione di rifiuti di polietilene (PE) in Turchia aumenterà la disponibilità del materiale come conseguenza della riduzione delle esportazioni verso il paese, il mercato in generale rimane tuttora sotto pressione. Inoltre, diverse fonti affermano che l’impatto dei divieti della Turchia potrebbe essere avvertito nella sua vera dimensione soltanto dopo i mesi estivi, dato che agli operatori sono stati concessi 45 giorni per concludere tutte le consegne in sospeso.

La penuria di materiali da riciclare ha inciso maggiormente sui flussi di R-PP, con diversi operatori che confermano di non essere stati in grado di garantire negli ultimi mesi quantità di materiale sufficienti per operare a pieno regime e per soddisfare la domanda.

a cura di Mark Victory, Senior Editor, Recycling, ICIS

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