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Europa e rifiuti plastici, l’emergenza non si risolve esportando il problema

I ritardi dell’Europa nel trattamento e nel riciclo non si possono risolvere esportando i rifiuti plastici in altri paesi. La recente denuncia di Greenpeace segnala, con foto e video, che sacchetti e imballaggi plastici provenienti dal Regno Unito e dalla Germania vengono scaricati e bruciati in Turchia.

Si tratta in particolare di dieci siti sparsi nella provincia di Adana, nel sud-ovest della Turchia. La plastica proveniente dal Regno Unito è riconoscibile in tutti questi siti, mentre quella della Germania è stata trovata nella maggior parte di essi. I rifiuti plastici comprendono imballaggi e sacchetti delle principali catene di supermercati del Regno Unito come Lidl, M&S, Sainsbury’s, Tesco e Spar. La plastica di provenienza tedesca include sacchetti di Rossmann, Snack Wurfel e Ja!.

Alcuni dei rifiuti plastici erano stati scaricati di recente. In un sito è stato trovato l’imballaggio per un test dell’antigene Covid-19 tra i sacchetti di plastica provenienti dal Regno Unito, indicando che i rifiuti avevano meno di un anno.

Neanche l’Italia è indenne dal problema. Nello scorso mese di aprile un carico di oltre 70 tonnellate di rifiuti plastici destinati al sud-est asiatico è stato sequestrato al porto di Genova.

Il fatto che la denuncia provenga da un’organizzazione ambientalista, Greenpeace, che da sempre ha una linea radicale nei confronti delle plastiche, non deve portare a una sottovalutazione del problema. La concretezza di chi opera nell’industria delle materie plastiche deve spingere verso la ricerca di soluzioni realizzabili.

Occorre, in sostanza, una brusca accelerazione degli investimenti negli impianti e nelle attrezzature per il riciclo delle plastiche, forti campagne di informazione ed educazione rivolte ai cittadini, un maggiore ricorso e una migliore interpretazione del concetto di eco-design degli imballaggi che prevenga e limiti la produzione di rifiuti, un miglioramento complessivo dell’organizzazione e della gestione della fine del ciclo di vita dei prodotti.

I problemi, la cui soluzione non è rinviabile, non si possono nascondere sotto il tappeto. Anche se è lontano.

a cura di Paolo Spinelli