Masterbatch e compound, tra PFAS, PPWR e sostenibilità

Dalle restrizioni sui PFAS al regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), passando per microplastiche, sostenibilità e costi energetici: alla EuMBC Mini-Conference 2026 di Milano produttori di masterbatch e compound, associazioni ed esperti hanno discusso le sfide che attendono la filiera europea delle materie plastiche.

L’evoluzione della normativa europea, la sostenibilità dei materiali e la tutela della competitività industriale sono stati i temi centrali della EuMBC Conference 2026, organizzata a Milano lo scorso 29 ottobre da EuMBC, l’associazione europea che rappresenta i produttori di masterbatch e compound. L’evento ha riunito aziende, associazioni di categoria e specialisti del settore per fare il punto sulle principali sfide che attendono l’industria europea delle materie plastiche. ,

A moderare i lavori è stato Geoffroy Tillieux, General Manager di EuMBC, che ha guidato il confronto tra i relatori sui temi destinati a influenzare il futuro del comparto: PFAS, PPWR, microplastiche, sostenibilità, riciclo e competitività industriale.

Masterbatch e compound alle prese con costi energetici e nuove normative

Ad aprire la conferenza è stato Dirk Marschke di Sun Chemicals, che ha illustrato le attività di EuMBC e le principali criticità che oggi gravano sui produttori europei di masterbatch e compound. Secondo Marschke, il settore deve confrontarsi contemporaneamente con l’aumento dei costi energetici, una pressione normativa sempre più intensa e la concorrenza dei produttori extraeuropei.

A queste problematiche si aggiungono l’incertezza delle catene di approvvigionamento, la disponibilità delle materie prime e la necessità di garantire condizioni di mercato equilibrate rispetto ai prodotti importati da Paesi caratterizzati da standard normativi differenti.

Per questo motivo diventa sempre più importante il ruolo delle associazioni nel dialogo con le istituzioni europee sui principali dossier che interessano la filiera delle materie plastiche.

Unionplast: il futuro passa dalla collaborazione lungo la filiera

Nel suo intervento, Tommaso Pedrazzini di Unionplast ha evidenziato la necessità di rafforzare il dialogo tra tutti gli attori della catena del valore, dai produttori di materie prime ai compounder, fino ai trasformatori e ai brand owner.

Tra le questioni più urgenti figurano l’applicazione del regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), gli obiettivi di riciclabilità, l’impiego di contenuto riciclato, la gestione delle sostanze PFAS e le misure per prevenire la dispersione dei pellet plastici nell’ambiente.

Pedrazzini ha inoltre confermato la disponibilità di Unionplast a sviluppare iniziative e gruppi di lavoro dedicati ai settori dei masterbatch e dei compound, riconoscendone il ruolo strategico all’interno dell’industria italiana ed europea delle materie plastiche.

PFAS, PPWR e microplastiche ridisegnano il quadro normativo

Uno dei temi dominanti della conferenza è stato l’impatto della normativa europea sul settore del compounding. Nel suo intervento, Daniele Magni di LATI ha illustrato le principali evoluzioni legislative che interesseranno l’industria nei prossimi anni.

Particolare attenzione è stata dedicata alla proposta europea di restrizione dei PFAS, destinata a coinvolgere un numero molto elevato di sostanze, e alle ricadute operative del PPWR lungo tutta la filiera del packaging. Magni ha inoltre richiamato l’attenzione sulle restrizioni alle microplastiche, sul regolamento relativo alla dispersione dei pellet, sui nuovi obblighi di rendicontazione della sostenibilità e sull’evoluzione della normativa per i materiali destinati al contatto alimentare.

Dal confronto è emerso come le imprese chiedano regole chiare, armonizzate e basate su evidenze scientifiche, capaci di favorire la transizione verso modelli più sostenibili senza compromettere la competitività dell’industria europea rispetto ai concorrenti extra UE.

Sostenibilità dei compound: oltre la carbon footprint

La sostenibilità è stata affrontata da Davide Lotti di LATI, che ha proposto una lettura più ampia delle performance ambientali dei tecnopolimeri e dei compound plastici. Secondo Lotti, limitarsi alla sola carbon footprint non è sufficiente per valutare l’impatto reale di un materiale.

Le analisi illustrate durante la conferenza hanno evidenziato come una quota significativa dell’impatto ambientale derivi dalle materie prime e come l’utilizzo di materiali riciclati possa contribuire in modo importante alla riduzione dell’impronta complessiva dei prodotti. È stato inoltre presentato il progetto europeo Desiderata, focalizzato sullo sviluppo di soluzioni ritardanti di fiamma più sostenibili per applicazioni tecniche avanzate.

Il ruolo di EuMBC nel dialogo con le istituzioni europee

Le conclusioni della giornata, coordinate da Geoffroy Tillieux, hanno evidenziato un punto condiviso da tutti i relatori: le sfide legate a PFAS, PPWR, riciclo, sostenibilità, microplastiche e prevenzione della dispersione dei pellet non possono essere affrontate dai singoli operatori, ma richiedono un’azione coordinata dell’intera filiera.

In un contesto caratterizzato da una crescente complessità normativa, EuMBC punta a rafforzare il proprio ruolo di rappresentanza presso le istituzioni europee, favorendo il dialogo tra industria e decisori politici e contribuendo a costruire un quadro normativo che sostenga sia la sostenibilità sia la competitività dei produttori europei di masterbatch e compound.

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