Il Gruppo Engel ha archiviato l’anno fiscale 2025/26 con un fatturato di 1,4 miliardi di euro. Nonostante una contrazione del 6% rispetto all’anno precedente, i vertici dell’azienda sottolineano la solidità del gruppo, impegnato in un profondo processo di trasformazione interna per preservare la competitività a lungo termine.
Dinamiche regionali: USA e Asia motori della crescita
L’analisi geografica dei risultati evidenzia un mondo a più velocità:
- Stati Uniti: si confermano il mercato più rilevante per il Gruppo. Dopo un periodo di incertezza, gli investimenti hanno ripreso slancio grazie a importanti progetti in settori tecnologicamente avanzati.
- Asia: la regione ha mostrato una forte resilienza. India e Sud-est asiatico sono stati i principali volani di crescita. Particolarmente significativa la performance produttiva: lo stabilimento di Changzhou (Cina) ha superato le 1.000 macchine prodotte, a cui si aggiungono altre 700 unità prodotte tra Shanghai e la Corea.
- Europa: il mercato continentale rimane l’area più critica, penalizzato da costi elevati e incertezza normativa.
Performance per segmenti: Aerospace e Medical al top
A livello di business unit, il driver principale è stato lo stampaggio tecnico di materie plastiche per applicazioni sofisticate:
- Logistica e aerospazio: hanno trainato il comparto tecnico.
- Medicale: si mantiene su livelli elevati di attività.
- Packaging: ha registrato un andamento più cauto e riflessivo.
La strategia Engel: Dual-Brand e trasformazione
Per rispondere alla volatilità del mercato, Engel sta puntando con decisione sulla sua strategia dual-brand:
- Marchio Engel: focalizzato su soluzioni su misura e applicazioni ad alta complessità tecnologica.
- Marchio Wintec: specializzato in soluzioni standardizzate, puntando su efficienza dei costi, automazione e rapidità di consegna.
L’amministratore delegato, Stefan Engleder (nella foto), pur confermando l’impegno del gruppo nel rafforzare la propria impronta globale, ha lanciato un monito alle istituzioni europee. Secondo Engleder, per garantire il futuro degli investimenti industriali in Europa, è necessaria una politica industriale stabile e a lungo termine che garantisca condizioni competitive eque rispetto ai mercati esteri.

Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere