Aliplast, controllata del Gruppo Hera, ha inaugurato il 20 ottobre a Modena R3GID, impianto dedicato alla rigenerazione di HDPE e PP rigidi da rifiuti urbani e industriali. Capacità fino a 30mila t/anno, purezza dichiarata oltre il 99%, investimento da 48,8 …
Aliplast, controllata del Gruppo Hera, ha inaugurato il 20 ottobre a Modena R3GID, impianto dedicato alla rigenerazione di HDPE e PP rigidi da rifiuti urbani e industriali. Capacità fino a 30mila t/anno, purezza dichiarata oltre il 99%, investimento da 48,8 milioni di euro, di cui 7,7 dal PNRR.
In sintesi
- Capacità: fino a 30mila tonnellate l’anno di polimeri rigenerati
- Purezza: oltre il 99% (test eseguiti da Aliplast)
- Tecnologia: NX Replast™ di NEXTCHEM (gruppo MAIRE)
- Investimento: 48,8 milioni di euro, di cui 7,7 da fondi PNRR
- Occupazione: 80 persone a regime
- Contesto: domanda di riciclato in crescita per PPWR ed ELV
Cos’è R3GID
R3GID (Recover Recycle Regenerate Plastic) sorge nel polo industriale di Modena, accanto al termovalorizzatore e al depuratore del gruppo. La costruzione è partita nel 2024 e l’impianto è operativo da alcuni mesi. All’inaugurazione era presente il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Il partner tecnologico è Nexttchem, che ha messo a disposizione la tecnologia proprietaria NX Replast™ per l’upcycling delle plastiche. L’impianto produce polimeri riciclati e compound ad alta purezza, anche tailor-made per requisiti funzionali, meccanici, estetici e normativi.
Che cosa tratta
L’impianto lavora rifiuti plastici rigidi, in particolare HDPE e polipropilene, da raccolta urbana e da scarti industriali di automotive, cosmetica, home e personal care, elettronica di consumo e arredo, flussi che secondo Hera sono solitamente destinati a termovalorizzazione o discarica. L’approvvigionamento è diviso all’incirca a metà tra rifiuti industriali e urbani, con verifica analitica di ogni carico in ingresso. Il rigenerato rientra nei comparti d’origine: componenti per tv, pc ed elettrodomestici, contenitori per make-up, serbatoi, paraurti, arredo da giardino.
Acqua ed energia in sito
L’acqua in uscita dal depuratore alimenta il processo e poi vi ritorna; l’energia elettrica del termovalorizzatore alimenta le nuove linee. L’energia pesava, nel riciclo italiano, circa il 30% dei costi di produzione prima della crisi energetica (materia prima esclusa). Le emissioni evitate rispetto al vergine sono stimate in circa 30mila t di CO2 equivalente, con una stima di progetto in corso di aggiornamento con nuovo calcolo LCA.
Il divario di capacità in Europa
Secondo il report Plastics Recyclers Europe e ICIS (dati 2023) citato da Hera, l’Europa ha 13,5 milioni di tonnellate di capacità di riciclo delle plastiche, di cui 3,5 milioni sulle rigide e circa 440mila tonnellate in Italia. Il PPWR richiederà 5,7 milioni di tonnellate aggiuntive per HDPE e PP rigidi entro il 2040, 2 milioni già entro il 2030.
Il regolamento ELV, approvato a giugno 2026, fissa nei veicoli nuovi il 15% di plastica riciclata dal 2032 e il 25% dal 2036, con almeno il 20% da veicoli a fine vita. L’effetto pieno sul parco circolante è atteso non prima del 2042, con una domanda di 1,2 milioni di tonnellate di riciclato post consumo (stima BKV, aprile 2026).
Il ministro Pichetto Fratin: “Tutelare l’interesse nazionale, non essere protezionisti”
“R3GID è un esempio concreto di come l’Italia possa giocare d’anticipo rispetto alle sfide poste dai nuovi regolamenti europei, dal PPWR all’ELV, trasformandole in opportunità di crescita industriale. Qui troviamo tecnologia italiana, una filiera interamente made in Italy e un prodotto certificato, tracciato e di qualità comparabile alla materia prima vergine. Realizzare materie prime seconde a chilometro zero significa rafforzare la competitività del Paese, ridurre la dipendenza dai mercati esteri e rendere più sicure le nostre catene di approvvigionamento anche di fronte alle tensioni geopolitiche e alle oscillazioni dei prezzi.”
Sui controlli alle frontiere per prevenire l’ingresso di materiale non adeguatamente tracciato: “In questo caso non è l’essere protezionisti, ma è tutelare l’interesse nazionale”. Il ministro ha richiamato anche RAEE ed EPR tessile come momenti “di equilibrio e di mediazione”.
Aliplast punta a 255mila tonnellate
Con Modena, l’ampliamento di Borgolavezzaro (Novara) sul PE-LD e l’acquisizione del 70% di Kronos Polymer Polska, attesa entro fine 2026, Aliplast raddoppierà la capacità di riciclo: oltre 210.000 t/anno di materie prime seconde e 255.000 t/anno di capacità produttiva complessiva. Il progetto rientra nei 2 miliardi destinati all’economia circolare dal piano industriale 2025-2029 del Gruppo Hera, su 5,5 miliardi complessivi.
Aliplast conta 480 persone in 10 stabilimenti e quattro paesi europei. Alla tavola rotonda dopo il taglio del nastro hanno partecipato rappresentanti di Stellantis, Politecnico di Milano, Maire, Plastics Recyclers Europe, Davines, Fratelli Guzzini e L’Oréal Italia.
a cura di [email protected]
Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere