Tutti i produttori italiani di reggette in PET e PP hanno presentato domanda di adesione a Coripet, ottenendo l’accoglimento della richiesta da parte del Consorzio. La decisione segna la nascita di un sistema organizzato per la raccolta e il riciclo …
Tutti i produttori italiani di reggette in PET e PP hanno presentato domanda di adesione a Coripet, ottenendo l’accoglimento della richiesta da parte del Consorzio. La decisione segna la nascita di un sistema organizzato per la raccolta e il riciclo di questi imballaggi industriali, ispirandosi al modello bottle-to-bottle per sviluppare un circuito chiuso “da reggetta a reggetta”.
L’ampliamento dell’operatività del consorzio è stato formalmente autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il decreto n. 315 del 30 settembre 2026.
Un modello industriale in vista del PPWR europeo
A differenza delle bottiglie per bevande, le reggette vengono impiegate in ambito prevalentemente industriale: impianti produttivi, hub logistici e centri della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). L’iniziativa risponde ai nuovi requisiti previsti dal Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), in vigore dal 12 agosto 2026, che impone standard sempre più stringenti su riciclabilità e impiego di materiale riciclato.
La voce dei produttori di reggette
I rappresentanti delle aziende del settore hanno accolto con entusiasmo l’avvio della nuova filiera. Laura Pauletto, Export Manager di Itistrap, sottolinea come i produttori di reggetta in PET siano «”nati” sostenibili» impiegando fin dall’inizio PET da riciclo, e come il progetto rappresenti un ulteriore passo concreto in questa direzione. A fargli eco è Mario Spiller, di Baer Plast, che evidenzia la trasformazione del materiale di scarto «da problema di smaltimento a preziosa risorsa industriale riutilizzabile».
Anche Massimiliano Ubertini, direttore di stabilimento di Messersì Packaging, accoglie con favore la rapida adesione dei colleghi, definendola «il segnale di un comparto industriale che ha compreso l’importanza di affrontare insieme le sfide poste dall’economia circolare». Infine, Edo Di Goro, amministratore di Lapic, ribadisce la volontà di «promuovere un modello di economia circolare capace di trasformare i materiali a fine vita in nuove risorse».
a cura di [email protected]
Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere