Superare le barriere normative, promuovere l’ecoprogettazione, valorizzare la complementarità tra riciclo meccanico e chimico e rafforzare la fiducia nei prodotti riciclati. Sono queste le priorità indicate da Assolombarda nel corso dell’incontro “L’innovazione che trasforma: la plastica”, svoltosi oggi nella sede …
Superare le barriere normative, promuovere l’ecoprogettazione, valorizzare la complementarità tra riciclo meccanico e chimico e rafforzare la fiducia nei prodotti riciclati. Sono queste le priorità indicate da Assolombarda nel corso dell’incontro “L’innovazione che trasforma: la plastica”, svoltosi oggi nella sede di via Pantano a Milano.
Durante l’evento è stato presentato un documento di analisi e proposte — elaborato dal Gruppo di Lavoro Sostenibilità Ambientale dell’Associazione con il coordinamento scientifico del professor Fabio Iraldo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e di Ergo S.r.l. — che unisce il contributo delle imprese per rendere la circolarità della plastica un fattore strutturale di competitività.
La sfida della transizione e i dati di settore
Nel 2024 la produzione mondiale di plastica ha superato i 459 milioni di tonnellate, restando legata per oltre l’84% a fonti fossili, mentre il riciclo chimico si è fermato allo 0,1%. In Europa, pur a fronte di una transizione avviata (con il riciclo meccanico post-consumo al 14,5% e l’impiego di materiali circolari al 15,1% del totale trasformato), circa un quinto dei materiali circolari proviene ancora dall’estero.
Il quadro normativo europeo — dal Regolamento imballaggi (PPWR) all’ESPR sulla progettazione ecocompatibile — spingerà fortemente la domanda di riciclati. Tuttavia, come sottolineato da Massimo Di Amato, delegato del presidente di Assolombarda per l’Economia circolare e le Tecnologie ambientali: «Gli obiettivi europei di circolarità sono necessari e condivisibili, ma per raggiungerli servono regole certe, tempi amministrativi coerenti con gli investimenti e strumenti stabili. Il rischio è creare una domanda di materiali riciclati senza sostenere un’adeguata capacità produttiva europea, indebolendo proprio la filiera».
Le quattro priorità del documento Assolombarda
Il piano strategico elaborato da Assolombarda si articola in ambiti d’intervento chiave:
- Regole certe per gli investimenti: occorre fare chiarezza sulla definizione di riciclo chimico, sulla sua inclusione nei criteri End of Waste e sull’applicazione del metodo del mass balance.
- Ecoprogettazione: la riciclabilità va integrata sin dal design iniziale del prodotto, eliminando ostacoli come strutture multistrato o pigmenti che bloccano il riconoscimento ottico.
- Integrazione tecnologica: il riciclo meccanico resta prioritario per i flussi compatibili, mentre quello chimico deve intervenire sulle frazioni complesse, eterogenee o multistrato.
- Mercato competitivo per le materie prime seconde: a seguito delle difficoltà del biennio 2025-2026 e della concorrenza sleale di materiali extra-UE a basso costo, è necessario garantire controlli rigorosi e strumenti di sostegno stabili.
- Comunicazione trasparente: basata su evidenze scientifiche e coerente con le nuove regole sui claim ambientali, per consolidare la fiducia dei consumatori e delle comunità locali.
All’evento hanno preso parte, tra gli altri, la commissaria europea Jessika Roswall, la vicepresidente di Confindustria Lara Ponti, l’assessore regionale Giorgio Maione e il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava.
Nella foto: la vicepresidente di Confindustria Lara Ponti con Massimo Di Amato, delegato del presidente di Assolombarda per l’Economia circolare e le Tecnologie ambientali
a cura di [email protected]
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