Attualità

Plastiche: quale ruolo nel futuro Circular Economy Act europeo

Le materie plastiche occupano una posizione centrale nel dibattito sull’economia circolare europea delineato nel White Paper sull’EU Circular Economy Act, pubblicato nel marzo 2026 dalla Ellen MacArthur Foundation. Pur avendo un’impostazione trasversale a più settori e materiali, il documento individua nelle plastiche – e in particolare nel packaging – uno degli ambiti chiave su cui agire per rafforzare competitività industriale, resilienza delle filiere e decarbonizzazione dell’economia europea.

Packaging e plastiche al centro delle catene di valore prioritarie

Tra le catene del valore considerate strategiche, il white paper dedica un’attenzione esplicita al packaging, settore in cui le plastiche rivestono un ruolo dominante. Secondo la Foundation, l’approccio regolatorio attuale, pur avendo avviato importanti iniziative come la Circular Plastics Alliance, non è ancora sufficiente per superare frammentazioni normative e barriere di mercato che ostacolano la diffusione di modelli di prevenzione dei rifiuti, riuso, refill e riciclo di alta qualità.

Il futuro Circular Economy Act dovrebbe quindi andare oltre la gestione del fine vita, promuovendo una visione di filiera integrata, capace di coinvolgere produttori di materiali plastici, trasformatori, brand owner, operatori del riciclo e investitori.

Mercati delle materie prime seconde: focus sulle plastiche riciclate

Un secondo pilastro riguarda lo sviluppo di un mercato europeo delle materie prime seconde, con un impatto diretto sulle plastiche riciclate. Il documento sottolinea come l’attuale mercato resti fortemente sbilanciato a favore delle materie prime vergini, che spesso risultano più economiche – o percepite come di qualità superiore – rispetto ai materiali riciclati.

Per colmare questo divario, la Foundation propone:

  • l’armonizzazione delle definizioni di rifiuto e end-of-waste a livello UE;
  • la semplificazione delle regole per la movimentazione transfrontaliera dei materiali destinati al riciclo;
  • la creazione delle condizioni per flussi stabili e di qualità di plastiche riciclate, indispensabili per applicazioni industriali a maggior valore aggiunto.

Responsabilità estesa del produttore: una leva chiave per le plastiche

Il white paper dedica ampio spazio alla riforma dei sistemi di Extended Producer Responsibility (EPR), particolarmente rilevanti per le plastiche e gli imballaggi. Secondo la Foundation, gli attuali schemi EPR sono spesso troppo focalizzati sul finanziamento della gestione dei rifiuti e poco efficaci nel promuovere prevenzione, design circolare e riciclabilità.

Tra le proposte:

  • criteri UE armonizzati per l’eco-modulazione delle tariffe EPR, premiando imballaggi plastici più facilmente riciclabili o riutilizzabili;
  • una piattaforma digitale unica europea per la registrazione e il reporting EPR;
  • l’eliminazione delle doppie imposizioni per prodotti già immessi sul mercato, inclusi beni di seconda mano e materiali rigenerati.

Plastiche e progettazione circolare

La progettazione dei prodotti è indicata come prerequisito per una reale circolarità delle plastiche. Il documento richiama la necessità di rafforzare l’applicazione dei requisiti di design for recycling e design for reuse, in coerenza con il Regolamento sull’Ecodesign e con il nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR).

In questo contesto, strumenti come il Digital Product Passport potrebbero migliorare la tracciabilità dei materiali plastici, facilitando sia il riciclo di qualità sia la valorizzazione economica dei manufatti a fine vita.

Allineamento internazionale e Plastic Circularity Package

Il paper sottolinea inoltre l’importanza dell’allineamento internazionale delle regole sulla circolarità, per evitare fenomeni di dumping ambientale e distorsioni competitive. Le plastiche sono esplicitamente citate come uno dei settori già interessati da alleanze industriali europee e da pacchetti normativi dedicati, come il Plastics Circularity Package della Commissione europea, che dovrebbe essere integrato e rafforzato dal futuro Circular Economy Act.

Un tema industriale, non solo ambientale

Nel complesso, il white paper propone una lettura della questione delle plastiche che va oltre la dimensione ambientale. Il rafforzamento della circolarità delle plastiche viene presentato come una leva industriale e competitiva, in grado di ridurre la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di materie prime, stabilizzare le filiere e creare nuove opportunità di investimento e innovazione.

Per l’industria della plastica – dai produttori di materiali ai costruttori di macchine e agli operatori del riciclo – il futuro EU Circular Economy Act si profila quindi come un passaggio chiave, destinato a incidere profondamente su regole di mercato, modelli di business e strategie tecnologiche nei prossimi anni.