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Il riciclo dei rifiuti plastici nel Recovery Plan

Il Recovery Plan, presentato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, prevede investimenti per l’economia circolare per raggiungere il target del 65% del riciclo dei rifiuti plastici, attraverso riciclo meccanico, chimico e i Plastic Hubs (distretti del riciclo). È quanto ha comunicato in una nota Palazzo Chigi dopo l’invio alle Camere del Recovery Plan.

Missione 2: rivoluzione verde e transizione ecologica

I provvedimenti che riguardano l’economia circolare sono contenuti nella “Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica”, sostenuta da 68,6 miliardi (di cui 59,3 miliardi dal piano per la “Ripresa e Resilienza” e 9,3 miliardi dal fondo) dei 221,5 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, di cui 191,5 miliardi sono le risorse conferite dall’UE tramite il Next Generation Eu (anche noto come “Recovery fund”). Nella Missione 2 sono inclusi lo sviluppo di impianti di trattamento/riciclo di rifiuti organici, multimateriale, vetro e carta.

Il Piano comprende anche la Strategia per l’economia circolare che verrà adottata, in linea con le indicazioni europee, entro giugno 2022, e che prevede azioni, oltre che nel riciclo, anche nello sviluppo di ecodesign, ecoprodotti, blue economy, bioeconomia, materie prime critiche.

Le critiche di Assorimap

Tra i primi a commentare il presidente di Assorimap, l’Associazione dei riciclatori di materie plastiche, Walter Regis: “In una prima lettura degli stanziamenti previsti in tema di economia circolare, per ciò che riguarda l’impiantistica per la gestione dei rifiuti, c’è un segnale piuttosto debole in un settore che in Italia deve recuperare un gap notevole, anche per i nuovi obiettivi di riciclo dei rifiuti. In particolare per la plastica, l’Unione europea nel proprio documento programmatico ha previsto lo sviluppo di una capacità installata che consenta il 400% di riciclato ed oltre 100 mila nuovi posti di lavoro. Non vorrei che questa distanza tra gli obiettivi UE ed il nostro Recovery Plan finisca con essere motivo di ritardo per l’erogazione dei fondi”.

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