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Gerbaldo Polimeri: focus su seconda vita e nuovi smart polymers autoigienizzanti

Gerbaldo Polimeri apre nuovi fronti, spaziando dall’ utilizzo di materie prime derivanti dal riciclo del tetrapak alle tecnologie antibatteriche innovative per le materie plastiche. Una svolta decisa verso la sostenibilità ambientale e la prevenzione dei rischi per la salute premiata dai mercati internazionali, mentre continua la ricerca di clienti partner da coinvolgere nei progetti.

10Per risalire alle origini di Gerbaldo Polimeri bisogna fare un salto indietro nel tempo fino al 1985 quando a Caramagna Piemonte (Cuneo) la famiglia Gerbaldo fonda Rigerplast, piccola azienda specializzata esclusivamente nel riciclo di materie plastiche per la produzione di granuli di polietilene ad alta e bassa densità e polipropilene per i settori film, imballaggio, estrusione, soffiaggio e stampaggio a iniezione.

Negli anni l’attività continua a espandersi grazie a fatturati che permettono di investire anche in altre direzioni e la società giunge alla produzione di granuli ottenuti da compound di materiali provenienti sia da sfridi industriali selezionati sia da polimeri vergini. Nel 1999 è avviata la produzione di polimeri micronizzati naturali e colorati destinati al settore del rotazionale con i brand Microlex ed Hexell e hot melt per tessuti e masterbatch, finché dopo essersi dotata di un laboratorio interno attrezzato con dispositivi all’avanguardia, migliorando ulteriormente la qualità dei propri prodotti, l’azienda nel 2010 cambia definitivamente il suo nome in Gerbaldo Polimeri Srl.

Oggi, dopo la trasformazione in Spa, è un piccolo gruppo di società che collaborano tra di loro attivamente in una integrazione verticale. La Gerbaldo Polimeri Spa, società principale concentrata per il 90% nella produzione e commercializzazione di polimeri micronizzati e nuove tecnologie, la Sirchem Italia Srl che continua nell’attività di riciclo, soprattutto polietilene e polipropilene, e infine la Globis Laboratori Srl, società partner dedicata alla R&D.

Progetti per la sostenibilità

Attualmente, pur mantenendo il core business nei polimeri micronizzati e nei compound speciali, con un export europeo che contribuisce per oltre il 40% al fatturato, Gerbaldo Polimeri sta ampliando la propria vision verso progetti di sostenibilità ambientale, come racconta Giorgio Piumetti, Business Development Director: “Per primi ed in esclusiva, stiamo lanciando in Europa una linea dedicata al rotomoulding, denominata Geco, con certificazione Plastica Seconda Vita, proveniente dal post consumo del tetrapak. Tutto parte da un brevetto italiano della società Ecoplasteam che vede la produzione dell’EcoAllene, un materiale rivoluzionario derivante al 100% dal riciclo di poliaccoppiati quali brick, tetrapak per latte, succhi e nettari. Nell’ambito di una collaborazione tra noi e l’Ecoplasteam, per lo sviluppo di nuovi prodotti per il rotostampaggio sempre più rivolti alla sostenibilità la nostra società ha messo a punto una tecnologia esclusiva che vede l’impiego dell’EcoAllene nelle polveri micronizzate per il rotostampaggio. L’utilizzo dei Geco può così risolvere, per esempio, l’annoso problema del riciclo del tetrapak per uso alimentare. Geco è una linea davvero innovativa, dall’ aspetto materico caratteristico, costante per qualità e in grado di garantire nel tempo alti volumi di produzione, un prodotto quindi standardizzato, dalle caratteristiche meccaniche ideali per diversi manufatti: tank per contenimento acqua, giocattoli, scivoli e giochi per parchi, oggetti di design, arredamento per esterno, infrastrutture sostenibili e altro”.

Un secondo progetto rivolto alla sostenibilità ambientale, con importanti implicazioni per la salute collettiva, lanciato di recente, aggiunge Piumetti: “Attualmente il nostro focus principale è sulla tecnologia bifree che, come indica l’acronimo, significa: ‘Essere liberi da battericidi ed essere liberi da batteri’. Abbiamo creato una nuova categoria di ‘smart materials‘, materiali polimerici intelligenti che presentano una spiccata resistenza all’adesione e alla proliferazione batterica sulle loro superfici, evitando l’uso di battericidi. I materiali attivi smart con tecnologia bifree acquisiscono un effetto auto-igienizzante permanente e sono quindi in grado di fare da scudo all’attacco dei batteri. Il vero plus di questa innovazione è che attraverso una microtecnologia dedicata è in grado di usufruire di un effetto di difesa che si ispira alla natura, le sostanze utilizzate non solo non sono classificate BPR ma possono trovare impiego persino negli integratori alimentari e nei cosmetici. bifree è quindi una innovazione tecnologica sostenibile e conforme ai regolamenti UE adatta anche al contatto alimenti”.

I materiali auto-igienizzanti di Gerbaldo Polimeri sono commercializzati in due varianti di prodotto: Master bifree da impiegarsi al 3% p/p nei polimeri e Compounds bifree, pronti all’uso. Possono essere applicati su PE-PP-PA-SAN-PVC-Vernici acriliche. Precisa Piumetti: “Altre resine e applicazioni sono in fase di studio presso il nostro dipartimento R&D. Gli impieghi sono diversi: stampaggio iniezione, soffiaggio, rotazionale, trafila, termoformatura e filmatura. Tutti i materiali bifree sono riciclabili al 100%, in accordo coi principi dell’economia circolare”.

Le applicazioni

Le possibili applicazioni sono numerosissime, così come i vantaggi assicurati, continua Piumetti: “L’assenza di battericidi riduce il rischio chimico sai in lavorazione che sul prodotto materia plastica, liberandoci dalle problematiche di compliance ed etichettatura. bifree è in accordo con il regolamento ISO EU 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. Questa tecnologia infatti non ha rilascio e fenomeni di migrazione: bifree identifica una fase bioattiva integrata nel polimero in maniera irreversibile e questo effetto è puramente fisico, quindi non tossico. Pertanto, la tecnologia è utilizzabile negli imballaggi alimentari sia primari che secondari avendo superato ad esempio con base PE i test di migrazione e cessione Moca in acqua distillata, etanolo in soluzione acquosa al 20% e 40%, ed in soluzione al 3% in acido acetico. bifree garantisce la massima autoprotezione ed igiene delle superfici dopo la loro manipolazione o il contatto diretto con acqua e cibo, questi materiali garantiscono una più alta efficacia al sistema di sanificazione delle superfici nel suo complesso. Lo spettro di applicazioni che possono trarre vantaggio da superfici auto-igienizzanti è davvero ampio: interruttori per le luci, cruscotti auto, sedute, utensili da cucina, borracce, cover di telefoni cellulari, accessori per uso ospedaliero, cisterne e filtri per l’acqua, tubazioni, divisori in plastica, mascherine di sicurezza, filati e TNT. Abbiamo già clienti che utilizzano questa tecnologia sui loro prodotti, l’Esseciplast Srl di Alpignano (To), società leader nella produzione di pavimentazioni in pvc per ospedali, centri fitness, Gdo, ha lanciato il marchio Global Pure una pavimentazione rivoluzionaria perché auto-igienizzante e priva di battericidi. AMG Srl di Correggio (Re) produttrice di sistemi professionali per il filtraggio dell’acqua sta finendo le fasi finali di omologazione e si sta preparando per il lancio di una nuova linea di filtri con queste caratteristiche auto-igienizzanti e privi di battericidi per il trattamento dell’acqua potabile, la società Rabugino Sp. z o.o. Plastic Industry (Polonia) a breve uscirà con un nuovo progetto denominato Twinst di un carrello della spesa con tecnologia bifree al fine di garantire una maggiore sicurezza per il consumatore. Per riservatezza non vogliamo comunicare altri nomi di aziende, ma ci teniamo a sottolineare che abbiamo aperti una ventina di progetti in Italia e all’ estero dove annoveriamo due mustltinazionali Major Players, una nel settore dei tubi e l’altra nel settore alimentare, inoltre il FoodTech Accelerator Deloitte ha analizzato il progetto bifree, ad oggi è ritenuto da loro uno dei progetti più innovativi all’interno del loro incubatore per le imprese.

Convalidazioni e Studi di Efficacia

Con i materiali bifree avendo un effetto intrinseco di difesa verso i batteri e nello stesso tempo essendo privi di battericidi, siamo di fronte ad una vera rivoluzione, che porta alla definizione di nuova categoria di smart materials i “materiali auto-igienizzanti”. Questi essendo “bactericide free” non si possono per legge definire antibatterici ed è proprio per questo motivo che hanno tutti i plus a livello di compliance ed atossicità. Detto questo, per la convalida dell’efficacia della tecnologia siamo costretti ad attingere all’unico test riconosciuto a livello internazionale valido per le materie plastiche, la norma ISO 22196-2011 che misura e standardizza la capacità batteriostatica o antibatterica di un materiale. A livello internazionale un materiale che dimostra una efficacia superiore al 90% viene considerato attivo nella lotta ai batteri, la tecnologia bifree arriva anche ad una efficacia del 99,9%, in alcuni casi abbiamo raggiunto anche valori superiori. I test di convalida e certificazione sono stati condotti da laboratori accreditati non solo sui due ceppi classici presi come indicatori delle infezioni umane, lo Staphylococcus Areus e l’Escherichia Coli. Dalle prove di laboratorio si evince inoltre un’ottima riduzione delle alghe, prossimo al 60%.

Gli ottimi risultati raggiunti stanno ovviamente suscitando l’interesse di parecchi attori sul mercato, conclude Piumetti: “Abbiamo in corso trattative interessanti, soprattutto nel settore del packaging alimentare perché l’umidità favorisce all’interno la proliferazione di colonie di batteri e le fermentazioni a scapito sia della vita utile del prodotto sia del suo appeal estetico. E dato che Gerbaldo Polimeri, con i suoi 32 dipendenti, rimane un’azienda di dimensioni medio-piccole, siamo alla continua ricerca di clienti partner per sfruttare appieno tutte le potenzialità di una tecnologia così ampia e profonda, avviando progetti congiunti di sviluppo”.

 

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