Nel mese di febbraio 2026, in base ai dati diffusi da Istat, il commercio estero italiano mostra segnali contrastanti: a fronte di una sostanziale tenuta dell’export complessivo e di una ripresa delle importazioni, il comparto della gomma e delle materie plastiche evidenzia una dinamica decisamente più debole, collocandosi tra i settori che contribuiscono negativamente all’andamento generale.
Il quadro generale: export stabile, import in ripresa
A livello aggregato, nel mese di febbraio 2026 le esportazioni italiane risultano pressoché stazionarie su base annua (-0,2% in valore), mentre nel confronto congiunturale registrano una crescita del +2,6%. Le importazioni, invece, mostrano un aumento congiunturale più marcato (+3,5%), pur mantenendo una flessione tendenziale dell’-1,3%.
Il saldo commerciale rimane positivo, pari a +4,9 miliardi di euro, sostenuto soprattutto dall’avanzo dei prodotti non energetici, che tuttavia risulta in calo rispetto allo stesso mese del 2025.
Il settore gomma-plastica: contributo negativo alle esportazioni
All’interno di questo quadro complessivamente stabile, il comparto “articoli in gomma e materie plastiche” presenta una performance meno favorevole. Il settore rientra tra quelli che, a febbraio 2026, forniscono un contributo negativo alla variazione tendenziale dell’export, con una riduzione delle vendite all’estero del 3,8% su base annua.
Questo risultato lo colloca in netta controtendenza rispetto ai settori che sostengono l’export nazionale, come i metalli di base e prodotti in metallo (+30,7%) o la farmaceutica (+3,0%). La dinamica riflette una fase di debolezza strutturale della domanda estera di prodotti plastici, probabilmente legata sia al rallentamento industriale europeo sia alle pressioni sui costi e ai processi di sostituzione con materiali alternativi.
Importazioni: prezzi in calo, segnali contrastanti
Sul fronte delle importazioni, i dati specifici Istat del commercio estero per la gomma-plastica emergono soprattutto nell’analisi dei prezzi all’importazione. Nel mese di febbraio 2026, i prezzi dei prodotti del settore (classificati all’interno del macro-settore CG) registrano una flessione tendenziale, in linea con quanto osservato per molte attività manifatturiere.
A fronte di un calo generale dei prezzi all’import del 3,4% su base annua, il settore gomma-plastica mostra una riduzione dei prezzi particolarmente marcata nell’area non euro, segnale di un contesto competitivo più intenso e di una possibile pressione al ribasso derivante dalle forniture extra UE.
Il confronto con il dato complessivo del commercio estero
Rispetto al totale dell’economia, il settore della plastica appare quindi doppiamente penalizzato:
- sul lato dell’export, perché mentre il dato complessivo resta sostanzialmente stabile, la gomma-plastica evidenzia una contrazione significativa;
- sul lato dei prezzi all’import, perché il calo dei prezzi è più accentuato rispetto alla media, comprimendo i margini per le imprese nazionali che utilizzano input importati o competono con prodotti esteri a basso costo.
In un contesto in cui i beni intermedi nel loro complesso crescono del 4,1% tendenziale all’export, la performance negativa della gomma-plastica rappresenta un’eccezione rilevante e segnala una perdita relativa di competitività del comparto.
Il confronto con il dato generale evidenzia come il settore della plastica si trovi in una fase ciclica più debole rispetto al resto del sistema manifatturiero italiano. In assenza di un recupero della domanda europea e di un rafforzamento delle esportazioni verso mercati extra UE, il comparto rischia di continuare a sottoperformare rispetto alla media nazionale nei prossimi mesi.
Allo stesso tempo, la pressione sui prezzi all’import suggerisce che eventuali segnali di ripresa dovranno poggiare più su innovazione di prodotto, specializzazione e sostenibilità che su dinamiche di prezzo.

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