Il futuro dell’industria delle plastiche non sarà senza carbonio, ma senza carbonio fossile. È questa la conclusione principale dell’ultima edizione del rapporto Carbon Flow Report 2026 pubblicato dalla Renewable Carbon Initiative (RCI), che analizza i flussi globali di carbonio nei …
Il futuro dell’industria delle plastiche non sarà senza carbonio, ma senza carbonio fossile. È questa la conclusione principale dell’ultima edizione del rapporto Carbon Flow Report 2026 pubblicato dalla Renewable Carbon Initiative (RCI), che analizza i flussi globali di carbonio nei settori chimico e dei materiali, evidenziando il ruolo strategico di biomassa, riciclo e fonti rinnovabili nella transizione verso un’industria net-zero.
La plastica resta indispensabile, ma deve abbandonare il fossile
Se la decarbonizzazione di energia e trasporti può avvenire attraverso elettrificazione e fonti rinnovabili, il settore delle plastiche deve affrontare una sfida diversa. I polimeri, infatti, necessitano del carbonio come componente strutturale della materia stessa. Di conseguenza, il carbonio non può essere eliminato dal processo produttivo, ma deve provenire da fonti diverse da petrolio, gas naturale e carbone.
Per questo la Renewable Carbon Initiative (RCI) promuove il concetto di “defossilizzazione”, ovvero la sostituzione graduale delle fonti fossili con carbonio rinnovabile ottenuto da biomassa, CO₂ catturata e materiali riciclati.
Polimeri protagonisti della domanda globale di carbonio
L’aggiornamento del rapporto evidenzia come i polimeri rappresentino oggi la quota dominante del fabbisogno di carbonio dell’industria chimica mondiale. Nel 2023 la domanda globale di carbonio destinata a prodotti chimici e materiali derivati ha raggiunto 660 milioni di tonnellate annue, con i polimeri che incidono per il 78% del totale.
La composizione delle materie prime utilizzate mostra inoltre una forte dipendenza dalle fonti tradizionali:
- 86% carbonio di origine fossile;
- 10% carbonio derivato da biomassa;
- 4% carbonio proveniente dal riciclo;
- contributo ancora marginale delle fonti basate sulla CO₂.
Questi numeri evidenziano quanto sia ancora lungo il percorso verso una filiera delle plastiche realmente sostenibile.
Europa: cresce il peso del riciclo
Nel contesto europeo, il rapporto fotografa una situazione in rapida evoluzione. Nel 2023 la domanda di carbonio per il settore chimico e dei materiali nell’UE-27 è stata di circa 85 milioni di tonnellate all’anno, con i polimeri che rappresentano il 76% del totale.
Rispetto alla media globale, l’Europa si distingue per una maggiore incidenza del riciclo:
- 9% carbonio da riciclo;
- 8% carbonio bio-based.
Secondo gli autori dello studio, il volume di materiale riciclato è aumentato del 14% tra il 2020 e il 2023, confermando gli investimenti effettuati lungo la filiera europea delle plastiche.
Tuttavia il quadro non è privo di criticità. Nel 2023 il volume riciclato ha registrato una flessione del 6% rispetto al 2022, un segnale che il documento collega alle difficoltà economiche e industriali che stanno colpendo il settore europeo del riciclo.
Nuovo metodo di analisi per seguire il carbonio lungo la filiera
Una delle novità più importanti dell’edizione 2026 riguarda la metodologia utilizzata. Gli esperti di nova-Institute, che hanno realizzato lo studio per conto della Renewable Carbon Initiative (RCI), hanno sviluppato un nuovo approccio capace di seguire il carbonio lungo tutta la catena del valore chimica, dai feedstock ai monomeri fino ai polimeri finali.
L’obiettivo è eliminare il rischio di doppi conteggi e ottenere una rappresentazione più accurata dei flussi di carbonio incorporati nei prodotti chimici e plastici. Il sistema copre oltre 40 filiere chimiche e rappresenta uno dei database più completi oggi disponibili sul tema della defossilizzazione dell’industria chimica.
Lo scenario 2050: più riciclo e più carbonio rinnovabile
Il rapporto presenta anche uno scenario esplorativo per il raggiungimento della neutralità climatica nel settore chimico entro il 2050. Pur non configurandosi come una previsione, lo studio indica che sarà necessario aumentare in modo significativo il contributo delle fonti rinnovabili e del riciclo, riducendo progressivamente la dipendenza dai feedstock fossili.
Secondo gli autori, il raggiungimento degli obiettivi dipenderà non solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dall’adozione di adeguate politiche industriali e di contenuti minimi obbligatori di carbonio rinnovabile all’interno dei prodotti chimici e plastici.
Plastiche sostenibili: il mercato guarda oltre il petrolio
Il messaggio del Carbon Flow Report 2026 è chiaro: la transizione delle plastiche verso la neutralità climatica non passa dall’abbandono dei polimeri, ma dalla trasformazione delle loro fonti di carbonio. Biomassa, riciclo meccanico e chimico, utilizzo della CO₂ e nuovi modelli di economia circolare saranno i pilastri della futura industria delle materie plastiche.
Per produttori, trasformatori e utilizzatori finali, la sfida dei prossimi anni sarà quindi aumentare la quota di carbonio rinnovabile e riciclato nei propri materiali, mantenendo al tempo stesso prestazioni, competitività e sicurezza degli approvvigionamenti.
a cura di [email protected]
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