Attualità

Il mercato mondiale del packaging per detergenti

L’utilizzo mondiale di plastica per l’imballaggio di prodotti per la detergenza domestica è cresciuto del 4,8% medio annuo nel corso dell’ultimo decennio. In aumento l’impiego di materiale riciclato. La Cina è il secondo mercato mondiale dopo gli USA.

Il consumo mondiale di materie plastiche per contenitori di prodotti per detergenti domestici è stato nel 2018 di 17,70 milioni di tonnellate in crescita del 4,8% medio annuo nell’ultimo decennio, con una flessione piuttosto marcata nel 2009 in relazione alla recessione mondiale (vedi figura 1), che ha condizionato gli acquisti da parte dei consumatori di detersivi, ed una successiva sostenuta ripresa. Il dato è comprensivo di plastica riciclata che viene impiegata in grandi quantitativi nella produzione di flaconi e contenitori per detersivi.

L’area asiatica è la maggior consumatrice di polimeri per l’imballaggio di prodotti detergenti (vedi tabella 1): la Cina, maggior mercato asiatico (vedi tabella 2) è il secondo mercato mondiale dopo gli USA.

Accanto a grossi produttori di prodotti per la detergenza e la cura della persona, quali:

  • Il Gruppo Nice con sede nella provincia di Zhejiang e numerosi stabilimenti di produzione in diverse provincie cinesi: ha stabilito numerose partnership con società estere, e produce anche formulazioni acquisite dall’Europa;
  • Nafine Chemical Industry Group Co Ltd: conta 19 società affiliate;
  • Guangzhou Liby Enterprise Group Co Ltd, leader nei detergenti per bucato coi suoi brand Kispa e Liby;
  • Lonkey Industrial Co Ltd sempre con base a Guangzhou;
  • Shanghai Whitecat Co Ltd;
  • oltre alle grosse multinazionali del settore (P&G, Unilever, ecc) tutte società con fatturati di rilievo e con prodotti destinati anche ai mercati esteri, esiste poi una vera e propria miriade di piccole e piccolissime aziende che producono detergenti e confezioni mediamente di bassa qualità, spesso irrispettosi degli aspetti ambientali; si tratta di un mercato per lo più non organizzato industrialmente, che utilizza spesso contenitori in materiali di varia natura disponibili “in loco”, non necessariamente di plastica.

In India i produttori di detersivi di maggiori dimensioni, organizzati industrialmente, detengono una quota di mercato di circa il 60%: è quindi un mercato più organizzato e meglio strutturato di quello cinese. Tra i maggiori produttori figurano: HUL (Hindustan Unilever Limited), Rohit Surfactant Private Limited (RSPL), Nirma e Jyothy Laboratories Limited.

Le tipologie di prodotto

In relazione al tipo di contenitori, i prodotti per la detergenza possono essere suddivisi in alcune sottoclassi principali:

  • detersivi per il bucato a mano o in lavatrice: rappresentano il settore maggior utilizzatore di contenitori in plastica (vedi tabella 3), ma si usano anche contenitori in cartone per detersivi in polvere o pastiglie;
  • prodotti per la manutenzione e cura della casa: pulitori per vetri, mobili, metalli, wc, deodoranti, pavimenti, decalcificatori, disincrostanti, ecc;
  • detergenti per il lavaggio delle stoviglie: sia quelli per il lavaggio a mano che quelli per il lavaggio in lavastoviglie sono in prevalenza in plastica;
  • coadiuvanti di lavaggio: soda caustica, candeggine, smacchiatori, prodotti per la pulizia delle tende, brillantanti, ecc: sono confezionati per la stragrande maggioranza in contenitori di plastica;
  • ammorbidenti: prodotti usati a mano e in lavatrice che, nell’ultimo risciacquo, aiutano le fibre a distendersi e a riprendere la freschezza e morbidezza originali. Rappresentano un mercato non indifferente in termini di valore e volumi e sono confezionati quasi esclusivamente in plastica;
  • altri vari: per esempio film in plastica per avvolgimento saponi, contenitori insetticidi (es. contenitori in materiale plastico per applicazione e protezione di gel insetticida per il controllo di blatte e formiche), disinfestanti, insetticidi, idrorepellenti, ecc.

L’evoluzione dei consumi

Le prevedibili evoluzioni della domanda di materie plastiche per il settore della detergenza domestica dipendono da una serie di considerazioni:

  • il settore della detergenza nel suo insieme è in crescita a livello mondiale, anche se a ritmi moderati. Nei paesi industrializzati dove il mercato è più maturo e il ciclo economico è divenuto più difficile (specie in Europa, dove si parla addirittura di recessione), l’industria della detergenza si è attivata a fronteggiare il rallentamento del mercato puntando su promozione, innovazione di prodotto, educazione del consumatore ad un corretto uso dei detersivi, promozioni e discount sui prodotti di bassa gamma, brand particolarmente innovativi lanciati sul mercato attraverso gli specialisti della casa e leader del mercato, informazioni più dettagliate indirizzate al consumatore per la scelta dei prodotti più idonei alle sue esigenze. Nei paesi ad economia “emergente” il gap nei consumi di detergenti da riempire rispetto ai paesi industrializzati non può che rendere prevedibile un deciso aumento dei consumi;
  • anche per i prodotti detergenti in polvere o in pastiglie i contenitori liquidi in plastica vanno progressivamente erodendo quote al cartone;
  • va infine fatto presente che il Codice di Buona Pratica Ambientale per i detersivi per il bucato domestico promosso dall’A.I.S.E – Association of Soaps, Detergents and Maintenance Products – Ente Ufficiale che rappresenta il settore della detergenza a livello europeo – ed approvato dalla Commissione Europea di Bruxelles, prevede il raggiungimento di alcuni obiettivi fondamentali, che sono: riduzione del 5% dei consumi di energia nel processo di lavaggio; riduzione del consumo di detersivi del 10%, anche tramite la promozione di detergenti liquidi per il bucato a maggior concentrazione; riduzione degli imballaggi del 10%; riduzione dell’uso di sostanze poco biodegradabili del 10%, in un’ottica sia di rispetto ambientale, sia di riduzione dei costi di trasporto e di lavaggio.

Le stesse Autorità Sanitarie e le Associazioni di Categoria si fanno carico di educare i consumatori ad un corretto uso di detersivi, nell’ottica di ridurre gli sprechi, anche nel rispetto delle Normative ambientali. Questo vale in particolare per i detersivi liquidi, che, contenendo percentuali più elevate di tensioattivo, sono in un certo senso meno rispettosi dell’ambiente rispetto a quelli in polvere.

Le previsioni

In sintesi, si può ragionevolmente prevedere che il consumo mondiale di materie plastiche per il confezionamento di prodotti per la detergenza domestica aumenti nei prossimi anni ad un tasso moderato del 4,7% medio annuo, sostanzialmente in linea con quello registrato nell’ultimo decennio, per arrivare ad attestarsi a 21,3 milioni di tonnellate nel 2022.

La crescita sarà trainata soprattutto dai paesi “emergenti”, in particolare Asia, in relazione al gap ancora esistente nei consumi di detersivi in questi paesi rispetto ai paesi ad economia avanzata. Alcuni dati sono significativi a questo proposito:

  • consumi pro capite di detersivi in Europa Occidentale: 20 – 27 kg/anno: l’Italia è fra i paesi a più alto consumo pro capite di detersivi;
  • consumi pro capite di detersivi in India: 2,7 kg/anno;
  • consumo pro capite di detersivi in Malaysia: 3,6 kg/anno;
  • consumi pro capite di detersivi nelle Filippine: 3,7 kg/anno;
  • consumi pro capite di detersivi negli USA: 25 – 30 kg/anno: gli USA fra l’altro sono uno dei paesi a maggior penetrazione di detergenti liquidi, confezionati in contenitori di plastica;
  • consumo pro capite medio di detersivi a livello mondiale: 16,4 kg/anno.

Anche in Cina il settore dell’imballaggio di detergenti in plastica sta evolvendo a ritmi superiori alla media mondiale, ma comunque inferiori a quelli dell’India: innanzitutto il contesto economico globale della Cina resta meno favorevole di quello dell’India; inoltre va rilevata una certa carenza di investimenti dei produttori di detergenti in Cina, dovuta ad un’offerta ancora molto frammentata, con una leva finanziaria inferiore rispetto all’India. Anche in Cina comunque si assiste ad un rapido passaggio da detergenti in polvere verso detergenti liquidi confezionati in contenitori di plastica, ancora per la grande maggioranza non concentrati e, quindi, in grosse confezioni, anche se il settore dei detergenti concentrati (minor imballaggio) è quello a più alta crescita.

Altri paesi asiatici destinati a mostrare tassi di crescita elevati sono:

  • l’Indonesia: forte di un’industria chimica locale il governo indonesiano ha ultimamente facilitato l’ingresso ai capitali stranieri per sostenere un ambizioso piano di investimenti nei settori più significativi dell’industria indonesiana, fra cui rientrano l’industria dei derivati del petrolio e della plastica;
  • il piccolo mercato vietnamita: dopo la forte crisi durata alcuni anni, l’economia del paese ha registrato una decisa ripresa, di cui hanno risentito in generale tutti i settori del largo consumo.

In Russia, nonostante nel 2017 – 2018 l’economia del paese si sia parzialmente stabilizzata, il potere d’acquisto del consumatore medio continua a diminuire, con conseguente bassa crescita dei consumi.

Situazione non molto dissimile in Brasile, mentre in Turchia il crescente potere d’acquisto del ceto medio divenuto particolarmente evidente a partire dal 2014, abbinato a una favorevole politica di investimenti da parte sia delle multinazionali estere di detersivi presenti con stabilimenti produttivi nel paese sia dei produttori locali, sono una favorevole premessa per una crescita del settore detergenza e relativi imballaggi, nonostante le turbolenze di tipo socio – finanziario degli ultimi tempi.

Le promesse dell’Africa

In Africa il mercato sudafricano della detergenza registra modesti tassi di crescita, penalizzato dall’incerta situazione politica che frena gli investimenti in diversi settori del largo consumo; il consumo di plastica per imballaggio di detersivi registra comunque discreti tassi di crescita, soprattutto in relazione al passaggio da detersivi in polvere ai detersivi liquidi.

Mercati promettenti nel continente africano nel medio – lungo termine, al di là dei problemi di stabilità interna sociopolitica, sono:

  • Egitto: il livello di disoccupazione nel paese resta elevato, ma nel 2017 – 2018 i consumi di detersivi ad uso domestico sono aumentati in maniera rilevante, anche grazie al rapido espandersi delle Grande Distribuzione Organizzata, in linea con il generale aumento dei consumi privati, nonostante l’aumento dei prezzi a causa dell’alto tasso di inflazione. Negli ultimi 3 – 4 anni il governo egiziano ha varato una serie di provvedimenti e riforme finalizzate ad attrarre investimenti stranieri in vari settori, compresi i settori della cosmesi e detergenza:
  • alcuni paesi dell’Africa sub-sahariana, dove in generale tutte le industrie produttrici di beni di largo consumo sono in forte crescita, in relazione al processo di urbanizzazione in atto in questi paesi: in particolare tra i paesi a più rapida crescita (si tratta comunque di mercati ancora di dimensioni ridotte e di difficile definizione) figurano Etiopia e Tanzania, anche se diversi fattori (elevato tasso di corruzione, intralci burocratici, fluttuazioni valutarie, ecc) rallentano le potenzialità di crescita. Il fenomeno dell’urbanizzazione ha un peso particolare nell’aumento della domanda di detersivi e relativi imballaggi in questi paesi, in quanto implica il ricorso all’acquisto di prodotti industriali confezionati, mentre la popolazione rurale utilizza ancora per la stragrande maggioranza saponi (o prodotti similari) prodotti in casa con materie prime disponibili “in loco”.
  • A ciò va aggiunto il fatto che i pesanti dazi sugli articoli importati favoriscono l’affermarsi di una produzione locale di detersivi e relative confezioni. Si stima che attualmente circa il 45 – 50% dei detersivi utilizzati in questi paesi siano prodotti localmente. La tipologia di prodotti utilizzati varia comunque notevolmente da paese a paese. Se nei paesi del Nord Africa e in Sud Africa si è già diffuso l’uso del lavaggio automatico (sia per il bucato che per le stoviglie), nei paesi dell’Africa Centrale prevale ancora il lavaggio a mano: la strategia dei produttori di detersivi è quella di offrire confezioni prevalentemente piccole a bassi costi, per promuovere l’uso di detergenti da utilizzare nel lavaggio automatico.

I polimeri più utilizzati

La plastica è il materiale più utilizzato in generale per produrre flaconi per l’imballaggio di detergenti per la casa: i polimeri più utilizzati sono polietilene alta densità e polipropilene; il materiale concorrente è il cartone, utilizzato solo per il confezionamento di prodotti in polvere o comunque solidi (cristalli, palline) o per imballaggio secondario (es. scatola contenente più flaconi in plastica di detersivi per bucato). Oltre ai tradizionali flaconi in plastica per detersivi liquidi, si vanno affermando anche i contenitori “pouch stand up”in plastica flessibile, costituiti da più strati di film barriera accoppiati, apprezzati soprattutto per il fatto di occupare meno spazio in casa man mano che si riduce la quantità di detersivo contenuto con i successivi utilizzi. Per la produzione sia di flaconi che di contenitori “pouch stand up” è impiegata parecchia plastica di riciclo.

Si sono affermati ormai da tempo anche i trigger in polipropilene, con spruzzino per erogare una determinata quantità di detersivo in un punto ben preciso.

Dalla polvere al liquido, dal cartone alla plastica

È in atto una progressiva tendenza alla sostituzione dei detergenti in polvere (o pastiglie o perle: in realtà si tratta dello stesso prodotto, ma sotto forma diversa pur sempre solida) con detergenti liquidi, che per ovvi motivi sono offerti al consumatore in confezioni in plastica. Negli USA i detersivi liquidi in volume già rappresentano circa l’80% dei consumi totali; in Europa e in generale anche in quasi tutti i paesi “emergenti” sono in progressivo aumento, erodendo quote ai detersivi in polvere.

I detergenti liquidi, pur avendo una forza pulente inferiore a quella dei detergenti in polvere in quanto non contengono candeggina o altri tipi di solventi, presentano però una serie di vantaggi apprezzabili, che ne giustificano la progressiva penetrazione sul mercato a scapito dei detersivi in forma solida: essendo meno aggressivi dei detergenti in polvere non lasciano residui né sui capi di bucato né sui componenti interni della macchina lavatrice, data la loro elevata solubilità in acqua; sono particolarmente idonei al lavaggio di capi di bucato delicati o colorati, in quanto non contengono sbiancanti, e, grazie alla loro formulazione, se non occorre rimuovere macchie difficili, si prestano bene ad essere usati anche alle basse temperature;

nel caso vengano a contatto con le mani proteggono meglio la pelle; sono particolarmente idonei ad essere usati nelle lavatrici moderne per lavaggi fino ai 40°C, in quanto si sciolgono bene anche alle basse temperature, contrariamente ai detersivi in polvere che sono indicati solo per lavaggi superiori ai 40°C, in quanto al di sotto di questa temperatura hanno difficoltà a sciogliersi; sono facili da dosare, erogare e diluire.

Va peraltro rilevato che i detergenti in polvere, specie se concentrati, non contengono sostanze inerti che aumentano i volumi, e richiedono confezioni più piccole e leggere (quindi con meno imballo) rispetto ai detergenti liquidi (o in gel). È per contro anche vero che l’introduzione di detersivi liquidi più concentrati per il bucato domestico permette di effettuare con la stessa efficacia il lavaggio, quindi di risparmiare più prodotto e ridurre gli imballaggi. In un certo senso i due fattori si compensano parzialmente per quanto riguarda la quantità di plastica usata per il contenitore del detersivo.

India in crescita

Il paese a maggior tasso di crescita sarà presumibilmente l’India (vedi tabella 4), dove si ipotizza un incremento medio annuo a due cifre nell’uso di plastica per il confezionamento di detergenti per diversi motivi, in parte tra loro correlati:

  • l’incremento dei consumi interni in relazione al favorevole clima economico del paese, con aumento dell’urbanizzazione e conseguente rapido adeguamento agli stili di vita occidentali;
  • attrattività del paese sotto il profilo degli investimenti da parte delle multinazionali estere della detergenza;
  • in India il lavaggio a mano è ancora dominante e il passaggio al lavaggio automatico, in lavatrice o lavastoviglie, non potrà che favorire lo sviluppo di un mercato dei detergenti in confezioni di plastica, anche considerando il rapido passaggio verso l’adozione di detergenti liquidi.

 

 

Consumi mondiali di polimeri per la produzione di contenitori di prodotti per la detergenza domestica: 2008 – 2018 IMA% (Incremento medio annuo) 2008 – 2018: + 4,8 Fonte: Consensus aziende produttrici di detersivi – aziende produttrici di imballaggi

Consumi mondiali di materie plastiche per contenitori per la detergenza domestica suddivisi per area geografica (in %): anno 2018

Consumi di materie plastiche per contenitori per la detergenza domestica in Asia – Pacifico suddivisi per paese (in %): anno 2018

Consumi mondiali di materie plastiche per il confezionamento di prodotti per la detergenza domestica suddivisi per tipologia di detersivo (in %): anno 2018