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Chinchio Sergio: dalla manutenzione alla produzione

Ampliate le competenze, la Chinchio Sergio ha aggiunto la produzione di granulatori alla manutenzione e riparazione.

La Chinchio Sergio nasce nel 1978 come azienda artigiana prendendo il nome dal suo fondatore. Grazie a spiccate conoscenze meccaniche e a un’ingegnosa capacità pratica Sergio riesce a creare in breve tempo una realtà affidabile, che diventa un punto di riferimento nella riparazione e manutenzione di macchinari per la granulazione e il recupero delle materie plastiche. Dal 2005 i figli Matteo e Riccardo proseguono in società, sempre nella sede originaria di Castiglione Olona, in provincia di Varese, il percorso imprenditoriale tracciato dal padre, coniugando la solidità della tradizione   con una mentalità nuova, propensa a innovare, cambiare, investire.  Tutto questo ha consentito alla Chinchio Sergio di presentare sul mercato una linea prodotti di propria costruzione. Da qui il debutto al Plast, dove abbiamo incontrato Matteo Chinchio: “Abbiamo deciso di investire e partecipare per la prima volta vedendo il Plast quale ulteriore stimolo per far sapere agli operatori che il processo di cambiamento in atto nel mercato vede anche noi come protagonisti, a partire dal modo di fare business oggi, in Italia e non solo. Non è un salto nel vuoto ma la continuazione di un percorso di sviluppo iniziato da qualche anno che ha dato una svolta alla nostra attività, arrivando alla produzione diretta. Ci siamo resi conto, infatti, che c’è un vuoto di mercato nella formazione dei granuli, i cosiddetti pellet. Intendiamo colmarlo e creare un’alternativa di ottima fattura ai prodotti attualmente esistenti, sfruttando il notevole know-how maturato dalla Chinchio Sergio, mettendo in campo le nostre competenze e proponendo quindi due macchine tendenzialmente orientate verso il mercato dei master: per produzioni fino a 300-400 kg/ora e in grado di processare ogni tipo di polimero e masterbatch, sia i più convenzionali sia le miscele più ricercate come i tecnopolimeri, dal poliuretano alla poliammide”.

Il “segreto”, aggiunge Chinchio, risiede nell’approfondita conoscenza di questo particolare settore e di tutto il mondo che gli ruota intorno: “Questo è possibile perché fin dall’inizio abbiamo sempre lavorato in presa diretta con i nostri clienti, che ci hanno aiutato in ogni fase di ricerca e sviluppo sulle macchine, progettate per occupare gli spazi non presidiati da altri operatori. Tra le caratteristiche principali che differenziano le macchine di nostra fabbricazione, c’è anzitutto la gestione facile, che definirei smart. Si parte da una customizzazione spinta, valutando col cliente le esigenze di produzione, per poi scendere nei dettagli riguardanti i particolari tecnici, seguendo l’intero sviluppo per garantire alla macchina il raggiungimento delle massime performance nelle singole lavorazioni. Non abbiamo perciò linee standard: sono un po’ abiti su misura che consentono sin dalla consegna un utilizzo semplice e immediato, dopo un processo di vendita che può iniziare con un test di collaudo gratuito, nella sede del cliente, delle due macchine di base che proponiamo prima della customizzazione: la TR100 e la TR50. Cerchiamo di soddisfare tutte le esigenze specifiche che coinvolgono in genere quotidianamente gli operatori: come la pulizia, per esempio, grazie a un sistema molto pratico che non prevede l’uso di alcun tipo di attrezzo, spesso causa di problemi per il rischio che finiscano all’interno della macchina. Poi offriamo molte soluzioni a seconda dei tipi di polimeri da lavorare, con differenti scelte sui materiali da utilizzare nell’utensile di taglio e nei rulli di trascinamento”.

Insomma, da un lato le prestazioni e dall’altro la facilità di utilizzo. Non stupisce quindi che le macchine stiano ricevendo consensi sul mercato, come conferma Chinchio: “Nonostante la loro immissione sul mercato sia abbastanza recente, la TR100 e la TR050 hanno già riscosso un ottimo successo: varie realtà aziendali piuttosto solide hanno creduto in un primo test, riconfermando la fiducia con un primo acquisto e arrivando poi all’acquisto di ulteriori unità seguendo un planning di sviluppo su due anni, a conferma della validità della nostra proposta. Passando alle taglie, per ora la TR050, con lama da 50 mm di larghezza, copre tutta l’area della ricerca e sviluppo ed è quindi una macchina da laboratorio, ma alcune aziende la utilizzano già in produzione perché riesce comunque a raggiungere i 100-150 kg/ora: l’ideale per produzioni magari limitate nei volumi ma di grande peso economico. La secondogenita TR100 con lama da 100 mm, invece, si propone come modello pronto a soddisfare una più ampia fascia di mercato, soprattutto nei masterbatch che è un po’ il suo cavallo di battaglia, arrivando a una produzione di 400-500 kg/ora anche nelle lavorazioni che prevedono l’uso di materie plastiche molto ostiche e assicurando ottimi risultati persino nei casi più esasperati”.

Particolare del granulatore TR 100 di Chinchio Sergio

Il granulatore TR 100 di Chinchio Sergio

Particolare del granulatore TR 50 di Chinchio Sergio

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