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Accordi UE–Mercosur e UE–India: perché contano (davvero) per l’industria italiana delle materie plastiche

Le recenti intese commerciali siglate dall’Unione Europea con i Paesi del Mercosur e con l’India segnano un passaggio rilevante nella strategia commerciale europea e aprono scenari di forte interesse per l’industria italiana delle materie plastiche e dei macchinari per la trasformazione.

In un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche determinate dal cambiamento di postura degli Stati Uniti, dal reshoring selettivo e da una competizione sempre più aggressiva sui costi, l’abbattimento – totale o progressivo – delle barriere tariffarie verso due grandi aree extra-UE rappresenta molto più di una semplice opportunità di export: è un potenziale fattore di riequilibrio competitivo per la manifattura europea.

Accordo UE–Mercosur: nuove aperture per plastica e macchine in Sud America

L’accordo tra Unione Europea e Mercosur introduce una riduzione graduale dei dazi su un’ampia gamma di prodotti, tra cui materie plastiche, semilavorati e macchinari per la trasformazione. In alcuni casi, in particolare per le macchine, l’azzeramento delle tariffe è immediato, mentre per altri prodotti è previsto un periodo transitorio.

Per l’industria italiana delle materie plastiche questo significa, innanzitutto, maggiore competitività sui mercati sudamericani, tradizionalmente protetti da barriere tariffarie elevate. Le imprese italiane attive nei compound tecnici, nei polimeri ad alte prestazioni e nei semilavorati possono beneficiare di un accesso più favorevole a economie in crescita, caratterizzate da una domanda in espansione nei settori automotive, packaging, edilizia e beni di consumo.

Ancora più rilevante è l’impatto sul comparto dei macchinari per la plastica, storicamente uno dei punti di forza dell’export italiano. L’eliminazione dei dazi rende più competitiva l’offerta europea di tecnologie per stampaggio a iniezione, estrusione, soffiaggio, termoformatura e riciclo, favorendo investimenti industriali locali e il rinnovamento degli impianti produttivi nell’area Mercosur.

Accordo UE–India: un cambio di scala per l’export europeo

Se l’intesa con il Mercosur apre nuove prospettive, l’accordo UE–India ha un impatto potenzialmente ancora più significativo. L’eliminazione di dazi che arrivavano fino al 44% sui macchinari e oltre il 16% sulle materie plastiche modifica radicalmente le condizioni di accesso a uno dei mercati più grandi e dinamici al mondo.

Per le aziende italiane della filiera plastica, l’India non è più solo un mercato complesso e costoso da approcciare, ma diventa un’area in cui la qualità tecnologica e il valore aggiunto possono finalmente competere ad armi pari. L’obiettivo dichiarato dell’Unione Europea di raddoppiare l’export verso l’India entro il 2032 rende evidente la portata strategica dell’accordo.

Non si tratta solo di volumi: l’intesa include anche norme di origine più chiare, tutela della proprietà intellettuale e semplificazione delle procedure doganali, elementi fondamentali per proteggere il know-how europeo e ridurre l’incertezza operativa nei progetti industriali di medio-lungo periodo.

Implicazioni strategiche per l’industria italiana delle materie plastiche

Per il sistema industriale italiano, fortemente integrato nella manifattura europea, questi accordi hanno almeno tre implicazioni chiave.

In primo luogo, ampliano i mercati di sbocco in una fase in cui la domanda interna europea mostra segnali di debolezza. Mercosur e India rappresentano bacini con forte crescita demografica e industriale, nei quali la plastica resta un materiale strategico.

In secondo luogo, contribuiscono a un riposizionamento competitivo dell’industria italiana, riducendo uno svantaggio tariffario che penalizzava l’export rispetto ai competitor locali o asiatici.

Infine, pongono una sfida industriale: per cogliere appieno queste opportunità non basta esportare materiali o macchinari, ma serve proporsi come fornitori di soluzioni integrate, combinando materiali, tecnologie, servizi, assistenza tecnica e, sempre più, digitalizzazione e sostenibilità.

Opportunità sì, ma non automatiche

Gli accordi commerciali non producono benefici in modo automatico. L’ingresso efficace nei mercati Mercosur e indiano richiederà strategie strutturate di internazionalizzazione, investimenti in presenza locale, partnership industriali e capacità di adattamento agli standard tecnici e normativi.

La competizione globale resta elevata e coinvolge attori forti come Cina e Stati Uniti, già ben posizionati in molte di queste aree. Per questo, l’efficacia degli accordi dipenderà anche dalla capacità del sistema europeo e italiano di accompagnare le imprese con strumenti di supporto all’export e politiche industriali coerenti.

a cura di Paolo Spinelli