L’industria globale delle materie plastiche guarda con crescente interesse alla Turchia. Secondo l’ultima analisi pubblicata da ICIS, il Paese si conferma un attore fondamentale nello scacchiere chimico internazionale, grazie a un mix unico di posizione geografica, dinamismo imprenditoriale e crescita demografica.
Il ruolo della Turchia nel mercato dei polimeri
La Turchia non è più soltanto un ponte logistico tra Europa e Asia, ma un vero e proprio motore industriale. Il settore della trasformazione (downstream) ha raggiunto livelli di eccellenza mondiale, servendo comparti chiave come l’automotive, l’edilizia e il packaging alimentare.
Tuttavia, l’analisi evidenzia un nodo cruciale: la forte dipendenza dalle importazioni di materie prime (upstream). Nonostante la leadership nella produzione di prodotti finiti, la Turchia importa ancora gran parte dei polimeri vergini, rappresentando uno dei principali mercati di sbocco per i produttori di resine del Medio Oriente e degli USA.
Driver di crescita: demografia e consumi
A differenza dei mercati europei, ormai maturi, la Turchia vanta una popolazione giovane che alimenta una domanda interna costante.
- Consumo attuale: circa 76,8 kg pro-capite.
- Proiezioni 2050: in uno scenario di alta crescita, la domanda potrebbe toccare i 12 milioni di tonnellate, portando il consumo pro-capite a oltre 130 kg.
Sostenibilità e regolamentazioni UE: il bivio del settore
Per mantenere la propria competitività, specialmente verso l’Unione Europea (principale partner commerciale), l’industria plastica turca deve affrontare la sfida della transizione ecologica.
L’adozione di normative come il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) impone un cambio di paradigma. Le aziende turche stanno accelerando gli investimenti nel riciclo meccanico e chimico per garantire che i prodotti esportati soddisfino i requisiti di circolarità richiesti da Bruxelles.

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